Una Dizione corretta ci rendere più credibili

Perché chi parla bene e con una buona dizione viene percepito come più preparato, credibile e autorevole?

Parlare in dizione corretta aumenta la credibilità. Esattamente così: parlare bene, con una voce e una dizione migliore, aumenta la credibilità, l’efficacia comunicativa e i risultati.

La dizione corretta non solo rende il parlato più chiaro e comprensibile, ma trasmette anche un’immagine di professionalità e attenzione ai dettagli.

Una voce ben modulata e priva di inflessioni dialettali suggerisce una formazione accurata e un impegno a presentarsi nel miglior modo possibile.

Al contrario, una dizione trascurata può far apparire una persona meno preparata e meno autorevole, indipendentemente dalle sue reali competenze.

Diversamente, chi parla male e con una brutta dizione tende a perdere fiducia, credibilità e attenzione dell’ascoltatore.

Una cattiva dizione può distrarre chi ascolta e far perdere l’interesse, indipendentemente dal contenuto del discorso.

La percezione di autorevolezza è immediatamente compromessa se la comunicazione non è chiara e fluida.

Quando le parole sono articolate male o influenzate da forti inflessioni dialettali, l’ascoltatore potrebbe trovare difficile concentrarsi sul messaggio principale, con conseguente perdita di efficacia comunicativa.

In contesti professionali, questo può tradursi in opportunità perse e in una reputazione compromessa.

Se parli in dizione tutti se ne accorgono

Nel momento in cui inizierai a migliorare il tuo modo di parlare, tutti se ne accorgeranno e anche tu noterai piccoli ma costanti cambiamenti positivi nella tua vita.

Quando parli con una corretta dizione italiana, con una parlata pulita, priva di inflessioni dialettali, la tua immagine cambia e diventa immediatamente più affascinante e coinvolgente.

Gli altri se ne accorgeranno e cominceranno a farti vari complimenti come ad esempio “che bella voce che hai” o “è davvero un piacere ascoltarti”. Questo tipo di feedback positivo non solo migliora la tua autostima, ma rafforza anche la tua presenza professionale.

Soprattutto in ambito lavorativo noterai dei cambiamenti significativi!

Molto spesso le persone che parlano in dizione corretta e sanno modulare bene la voce ottengono più risultati, ad esempio:

  • Fanno più vendite: Una comunicazione chiara e piacevole rende più facile convincere i clienti.
  • Vengono ascoltate di più: Le persone tendono a prestare maggiore attenzione a chi parla in modo articolato e senza inflessioni dialettali.
  • Hanno rapporti migliori con i colleghi: Una buona dizione facilita la comprensione e riduce i malintesi, migliorando le relazioni interpersonali.
  • Fanno più carriera: Una dizione corretta contribuisce a creare un’immagine di competenza e professionalità, favorendo le opportunità di avanzamento.
  • Iniziano a fare da speaker in convegni: Una voce chiara e autorevole è spesso richiesta per presentazioni pubbliche e eventi professionali.

Non ci fidiamo di chi parla con una forte cadenza dialettale

Molte volte le persone non si fidano di chi parla con una forte cadenza dialettale, specialmente se provengono da regioni diverse o lontane dalla propria. C’è sempre una sorta di diffidenza verso chi non sentiamo “vicino” o non appartenente al nostro mondo. Questa distanza percepita può influenzare negativamente la fiducia e la sintonia che si instaura tra gli interlocutori.

La comprensione completa di ciò che l’altro dice è fondamentale per costruire un rapporto di fiducia.

Anche solo la non completa comprensione di ciò che l’altro dice, o il suo modo strano di parlare, non riesce a creare in noi quel completo rapporto di sintonia e fiducia che può più facilmente portare ad una vendita.

Quando un cliente fatica a comprendere il venditore, o percepisce un distacco culturale, è meno propenso a fidarsi e a concludere un affare.
Questo principio si applica anche alle relazioni interne in azienda, dove una comunicazione chiara e senza inflessioni è cruciale per il lavoro di squadra e la cooperazione efficace.

Ecco perché parlare con una dizione più pulita, parlare più lentamente senza mangiarsi le parole ma, al contrario, articolando bene, aumenta immediatamente e senza ombra di dubbio la tua credibilità e affidabilità.

Una dizione chiara e ben articolata trasmette precisione, cura e rispetto per l’ascoltatore, qualità che sono sempre apprezzate e valorizzate nel mondo professionale.

Se sei un professionista o un imprenditore non serve la dizione perfetta

Se non vuoi fare l’attore o il doppiatore, ma vuoi avere più opportunità come manager, professionista o imprenditore, non serve diventare ossessionati per ottenere una dizione perfetta.

Ti basta eliminare la tua cadenza dialettale, eventuali cantilene, correggere il suono di vocali e consonanti e pronunciare correttamente la maggior parte delle parole che usi comunemente. Questo livello di miglioramento è sufficiente per notare una differenza significativa nella percezione che gli altri hanno di te.

Non ti serve conoscere la pronuncia corretta del 100% delle parole…

per esempio: se inizi a pronunciare bene anche solo il 60/80% delle parole, eliminando la cadenza e modulando meglio la voce, noterai già una grandissima differenza.

Questo approccio rende il miglioramento della dizione più accessibile e meno intimidatorio. Concentrarsi sui miglioramenti incrementali può portare a risultati sorprendenti senza richiedere uno sforzo eccessivo.

Se per di più hai con te un Metodo di Studio innovativo con risorse che rendono lo studio della dizione più veloce e divertente (proprio come succede lavorando con noi nei percorsi di Dizione Rapida e di Estetica Vocale) allora il tutto risulta ancor più semplice ed accessibile a tutti, anche alle persone più impegnate!

I Benefici della Dizione Corretta nel Business

Migliorare la propria dizione non è solo una questione estetica, ma ha implicazioni pratiche significative nel mondo del business. Ecco alcuni benefici specifici:

  • Efficacia nelle Presentazioni: Una dizione corretta rende le tue presentazioni più chiare e comprensibili, aumentando l’impatto del tuo messaggio e la tua capacità di persuadere il pubblico. Una presentazione efficace può fare la differenza tra il successo e il fallimento di un progetto.
  • Miglioramento delle Negoziati: In una trattativa, una voce chiara e sicura può fare la differenza tra chiudere un accordo o perderlo. La tua dizione può trasmettere sicurezza e competenza, elementi cruciali per il successo nelle negoziazioni. Una dizione corretta può aiutarti a esprimere meglio le tue idee e a convincere l’altra parte.
  • Interazioni Quotidiane: Nei rapporti con colleghi e clienti, una dizione corretta facilita la comunicazione e riduce i malintesi. Questo può portare a relazioni più armoniose e produttive. La chiarezza nella comunicazione quotidiana è fondamentale per evitare incomprensioni e conflitti.
  • Immagine Professionale: Una buona dizione contribuisce a costruire un’immagine professionale positiva. Ti fa apparire più attento ai dettagli, più educato e più competente, qualità apprezzate in qualsiasi settore. Un’immagine professionale forte può aprire molte porte e creare nuove opportunità.

Investire nella propria dizione e nel miglioramento della voce è quindi un investimento nella propria carriera e nel proprio successo professionale. Se sei interessato a migliorare la tua Estetica Vocale e scoprire come può trasformare la tua vita lavorativa, richiedi subito una Analisi Gratuita della tua Voce e Dizione QUI.

L’importanza di lavorare su voce e dizione per ottimizzare l’Estetica Vocale

L’Estetica Vocale è un concetto fondamentale per chiunque voglia migliorare il proprio personal brand.

La voce è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per comunicare la nostra identità, i nostri valori e la nostra professionalità.

Una dizione corretta e una voce ben modulata possono trasformare completamente la percezione che gli altri hanno di noi, creando un posizionamento vocale efficace.

Un posizionamento vocale ben curato aiuta a distinguersi in un mercato competitivo, aumentando la percezione di autorevolezza e competenza.

La voce diventa un elemento distintivo del tuo brand personale, capace di trasmettere fiducia, sicurezza e attenzione ai dettagli.

In un mondo dove la comunicazione è sempre più veloce e frammentata, avere una voce chiara e piacevole può fare la differenza tra essere ascoltati o ignorati.

Lavorare sulla propria voce e dizione non significa solo migliorare l’estetica vocale, ma anche acquisire maggiore consapevolezza di sé e delle proprie capacità comunicative.

Questo percorso di miglioramento può portare a una maggiore sicurezza in sé stessi, una migliore gestione dello stress e una comunicazione più efficace in tutte le situazioni, sia professionali che personali.

Se desideri trasformare il tuo personal brand in una voce che comunica efficacemente i tuoi valori e le tue competenze, inizia oggi stesso a lavorare sulla tua dizione e voce.

Scopri di più sul nostro percorso, visionando Questa Pagina, e richiedi subito una Analisi Gratuita della tua Voce e Dizione.

Migliorare la tua estetica vocale può fare la differenza nella tua carriera e nella tua vita personale. Devi solo agire, iniziare e farti accompagnare da noi. 😉

A presto!

Alberto Ranzato, il Tuo Vocal Communication Trainer

 

A presto,

Alberto Ranzato – Vocal Communication Trainer

DIZIONE E REGOLE DELLA DIZIONE

Fondamentale aspetto al fine di parlare in corretta dizione italiana, è l’apprendimento delle regole della dizione che ne stanno alla base.

La memorizzazione delle regole della dizione, per essere realmente efficace, deve avvenire in due modi:

  • Studiando la teoria che le prevede
  • e applicandole attraverso la scrittura e/o lettura ad alta voce di testi specifici.
  • infine è importante anche un continuo ascolto delle parole pronunciate in dizione.

È come apprendere una nuova lingua: oltre a pronunciare correttamente a voce alta, è necessario l’ascolto e l’auto-ascolto.

Occorre “farci l’orecchio”, come si suol dire, abituarsi cioè ad ascoltare doppiatori preparati ma anche se stessi e la propria voce mentre si pronunciano i nuovi suoni.

La mente, in questo modo, li memorizza e li fa propri.

Un altro obiettivo che si raggiunge con lo studio delle regole della dizione, è l’eliminazione della cadenza dialettale.

Per tale non bisogna intendere solo la musicalità che si utilizza nel parlato (cioè la cantilena che è data dal tono con cui pronunciamo le frasi), poiché la cadenza è data anche da un insieme di pronunce errate sia di vocali che di consonanti. (Si vedano sopra i gruppi consonantici, di cui al paragrafo del “Suono”).

Quindi, per prima cosa occorre “ripulirsi” da tali errori, e poi si potrà lavorare sulla musicalità, attraverso esercizi appositi che permettono di ottenere tale risultato (es: lettura monotono, raddoppiamento fonosintattico, ecc…).

Completano il quadro della dizione tutti gli aspetti del parlato che suscitano emozioni in chi ascolta: intenzione, tono, volume, ritmo, mimica facciale.

 

LE REGOLE DELLA DIZIONE: VOCALI APERTE E CHIUSE

Se ci fossero regole tassative sull’uso del suono aperto o chiuso, sarebbe in un attimo risolto il secolare problema di un’unità di linguaggio nazionale.

Nella realtà ogni insegnante e corso indica delle regole parzialmente diverse, accorpando o dividendo regole per desinenze o terminazioni, per regole ed eccezioni, le eccezioni alcuni le rendono regole… (Alcuni manuali sono davvero una confusione!)

Di seguito ti darò, per ogni vocale, solo le Principali Regole della Dizione più importanti con le relative Eccezioni ove vi fossero.

Per memorizzarle, si fiducioso:

il gioco in fondo e più semplice di quel che sembra!

Basta applicarsi con costanza, cercando di imparare mnemonicamente quei suoni che al vostro orecchio risulteranno nuovi, ripetendoli e ripetendoli, magari con l’ausilio di un registratore; dovrai ascoltarti per accettare soprattutto te stesso.

 

REGOLE DELLA “E” APERTA E RELATIVE ECCEZIONI

Il suono E va pronunciato sempre aperto:

  1. Nelle parole di origine straniera che pronunciate terminano in consonante 

esempi: detèctive – referèndum – vademècum – rèquiem – rècord – tènnis – thèrmos.

  • Nei vocaboli tronchi di origine straniera:

esempi: caffè – bignè – thè – ecc…

 

  1. Nelle terminazioni in èndo/a/i/e 

Esempi: vedèndo – leggèndo – agènda – aziènda – faccènda – tènde – bènda – dicèndo – gemèndo – pulèndo.

  • Nelle desinenze dell’infinito in “èndere” 

Esempi: appèndere – comprèndere – difèndere – rèndere.

Eccezioni: véndo – scéndo – vénda – scénda – véndere – scéndere

 

 

  1. Nelle terminazioni in -èllo/a/i/e

Esempi: lavèllo, porcèllo, bidèllo, cammèllo…

Eccezioni:

  • stélla/e – capéllo/i
  • Nelle preposizioni articolate e aggettivi dimostrativi: néllo/a/i/e – quéllo/a/i/e, ecc…

 

  1. Nelle desinenze in ètte-ètti-èttero del passato remoto 

esempi: vendètti – credètte – stèttero – dovètti – gemèttero.

 

  1. Nei vocaboli che terminano in èdine-èdini 

esempi: acrèdine – pinguèdine – salsèdine – rèdini.

 

  1. Nelle desinenze in rèi-rèbbe-rèbbero del condizionale presente

esempi: amerèi – farèbbe – comprerèbbero – potrèi – saprèi – uscirèbbe – salterèbbero.

 

  1. Nelle terminazioni in ènnio (anche al plurale) 

esempi: biènnio – triènnio – quarantènnio.

 

  1. Nelle terminazioni in ènso-ènsa-ènsi-ènse

esempi: circènse – estènse – forènse – dènsi – immènse – melènso – propènso.

 

  1. Nelle terminazioni in ènto-ènta-ènti-ènte

esempi: coerènte – cosciènte – possènte – sapiènte – furènte – intelligènte – attento – contènto – lènta – turbolènti – avènte – facènte – uscènte;

  • aggettivi in -mènte: opprimènte, gemènte, demènte, deprimènte.

eccezioni:

  • avverbi in -ménte: possibilménte-fortunataménte
  • vocaboli che terminano in ènto/a/i/e, in cui la “e” su cui cade l’accento tonico è preceduta dalla “m”come:

ménto, ménta, moménto, torménto, seménte, altriménti, abbigliaménto, esauriménto, fidanzaménto…

  • Nei numerali vénti – trénta (per memorizzare: “Alle venti e trenta trovi tutto chiuso”).

 

  1. Nelle terminazioni in ènza-ènze

esempi: presidènza – potènza – sènza – riconoscènza – influènze – evanescènze.

 

  1. Nelle terminazioni in èrrimo-èrrima-èrrimi-èrrime 

esempi: acèrrimo – misèrrimi – integèrrimo – celebèrrime.

 

  1. Nella terminazione in èsimo-èsima-èsimi-èsime dei numerali 

esempi: ventèsimo – trentèsima – ennèsime – centèsimi -millèsimo.

 

  1. Nelle terminazioni in èstro-èstra-èstri-èstre

esempi: campèstre – terrèstre – alpèstre – bimèstre – capèstro – dèstro – èstro – maèstro – minèstra – finèstra – orchèstra – palèstra – sequèstri – terrèstri – ambidèstri.

 

  1. Nelle terminazioni in èrvo-èrva-èrvi-èrve 

esempi: cèrvo – ossèrvi – catèrva – sèrve.

 

  1. Nelle terminazioni in èrro-èrra-èrri-èrre

esempi: attèrro – affèrro – èrro – sfèrra – sièrra – sghèrri – tèrre.

 

  1. Nelle terminazioni in èco-èca-èchi-èche

esempi: bièco – bibliotèca – discotèca – trichèchi – tèche.

 

  1. Nelle terminazioni in èrbo-èrba-èrbi-èrbe-èrbio-èrbia

esempi: accidèrba – èrba – èrbe – risèrbo – supèrbi – provèrbio – supèrbia.

 

  1. Nelle terminazioni in èrlo-èrla-èrli-èrle 

esempi: gèrla – mèrlo – pèrla – sbèrle.

 

  1. Nelle terminazioni in èrso/a/i/e 

esempi: avvèrso – dispèrsa – divèrsi – emèrse.

  1. Nelle terminazioni in èbbo-èbba-èbbi-èbbe-èbbro-èbbra-èbbri-èbbre-èbo-èba- èbi-èbe

esempi: dèbbo – dèbba – èbbi – èbbe – èbbro – fèbbre – glèba – plèbe – sèbo.

 

  1. Nelle terminazioni in èrio-èria-èri-èrie:

esempi: putifèrio – intempèrie – sèrie – sèria

 

  1. Nelle terminazioni in -èzio/a/e/o:

inèzia – spèzie – facèzia – trapèzio

 

  1. Nel dittongo

esempi: diètro – bandièra – vièni – ièri – piède – mièle – dièci – chièdere – lièto – mièi.

eccezioni

  • chiérico, bigliétto, riéntro, gliélo, riémpio; 
  • le parole in cui la “i” si unisce alle finali in:
  • ése/i: marsigliése – ateniése;
  • ètto/a/i/e (in genere diminutivi): magliétta – vecchiétto – fogliétto
  • ézza: ampiézza – gaiézza
  • ésco/a/éschi/ésche: scimmiésco – poliziésco.
  • In poche parole, la “e” del dittongo “ie” viene aasorbita dalle regole della “e” chiusa sopra indicate.

 

  1. Quando la “e” è seguita da vocale:

esempi: contèa – dèa – ebrèi – darèi – europèo – metèora – mallèolo – fèudo – rèuma

eccezioni

  • le desinenze del passato remoto: credéi – potéi – perdéi; 
  • le preposizioni articolate e aggettivi dimostrativi: déi – péi – néi – quéi, ecc…

 

  1. Quando la E tonica è seguita da una consonante e due vocali 

esempi: sèrie – critèrio – camèlia – artèria – commèdia – misèria – ossèquio – spècie,

eccezioni: frégio – sfrégio;

  • quando la “e” è seguita dalle sillabe “guo”-“gua”-“gui”- “gue”, es.: séguo ( e tutti i dierviati del verbo seguire) – strégua – trégua.

 

  1. Nelle terminazioni in èrto-èrta-èrti-èrte

esempi: apèrto – copèrto – incèrto – avvèrto – soffèrto.

eccezioni: érta – érto – allérta.

 

  1. Nelle terminazioni di molti vocaboli in èdo-èda-èdi-ède

esempi: arrèdo – accèdo – Crèdo (professione di fede) – erède – schèda – prèda.

eccezioni: le forme verbali derivanti da vedére e credére: védo, crédo, véda, créda..; il vocabolo féde.

 

  1. Nelle terminazioni in èsto-èsta-èsti-èste

esempi: arrèsto – celèste – contèsto – lèsti – manifèsto – tempèsta – pèste (malattia).

eccezioni: désto – péste (impronte) – quésto – codésto, ecc…

 

  1. Nelle terminazioni in èrno-èrna-èrni-èrne

esempi: altèrno – etèrni – govèrno – modèrna – quadèrno.

eccezioni: schérno.

 

  1. Nella terminazioni in èlo-èla-èli-èle

esempi: babèle – clientèla – gèlo – miscèla – sfacèlo – surgèli – Vangèlo – zèlo.

eccezioni: candéla – fedéle – méla – pélo – téla – vélo, ecc...

 

  1. Nelle terminazioni in èmma-èmmi-èmme

esempi: dilèmma – flèmma – Betlèmme – Gerusalèmme – gèmma – èmme – stemma.

eccezioni: Marémma.

 

  1. Nelle terminazioni in ègo-èga-èghi-èghe-èggo-ègga

esempi: bèga – collèga – stratèga – prègo – corrèggo – sorrègga.

eccezioni: bottéga – colléga (da collegare) – légo – ségo – stréga.

 

  1. Nelle terminazioni in èrcio-èrcia-èrci-èrce-èrco-èrca-èrchi-èrche

esempi: guèrcio – quèrcia – mèrci – stèrco – altèrchi.

eccezioni: il verbo cercare: cérco – cérchi – cérca… e i suoi derivati.

 

  1. Nelle terminazioni in èvo-èva-èvi-ève 

esempi: èvo – lèva – brève – longèvi – medioèvo.

eccezioni: le desinenze dell’imperfetto: avévo – dicévo – facévo, ecc..

 

  1. Nelle desinenze dell’infinito in “èndere” 

esempi: appèndere – comprèndere – difèndere – rèndere.

eccezioni: véndere – scéndere.

 

  1. Nelle terminazioni in -èllo/a/i/e

Esempi: lavèllo, porcèllo, bidèllo, cammèllo…

Eccezioni: stélla/- capéllo/i

  • Nelle preposizioni articolate e aggettivi dimostrativi: néllo/a/i/e – quéllo/a/i/e, ecc…

 

 REGOLE DELLA “E” CHIUSA E RELATIVE ECCEZIONI

La E e sempre chiusa nei seguenti casi:

  1. Nelle seguenti parole tronche e nei seguenti monosillabi

affinché – poiché – ché – benché – perché – é (congiunzione) – mé – té – cé – sé – vé – ré – tré (attenzione: ré accentato chiuso indica “sovrano”, mentre rè accentato aperto indica la nota musicale).

 

  1. Nelle terminazioni in éfice-éfici 

esempi: oréfice – carnéfice – pontéfici.

 

  1. Nelle desinenze verbali del passato remoto: éi-ésti-émmo-éste-érono

esempi: potéi – potésti – credémmo – credéste – credérono – facésti – facémmo – verrésti – potréste – farémmo.

 

  1. Nella prima e seconda persona plurale del futuro di tutti i verbi in rémo-réte

esempi: sarémo – farémo – saréte – avrémo – avréte – dirémo – diréte – darémo – daréte.

 

  1. Nelle desinenze dell’imperfetto in évo-évi-éva-évano

esempi: potévo – facévi – dicéva – godévano.

 

  1. Nella desinenza degli infiniti in -ére della seconda coniugazione 

esempi: avére – tenére – bére – rimanére – ottenére – piacére – sostenére.

 

  1. Nelle desinenze dell’imperfetto congiuntivo e del condizionale in éssi-ésse-éssero-éste-ésti

esempi: che io avéssi – che tu facéssi – che egli dicésse – che noi corréssimo – che voi tenéste – che essi potéssero – verréste – faréste – dirémmo – andrésti.

 

  1. Nelle terminazioni in éccio-éccia-écci-écce 

esempi: cicaléccio – tréccia – bréccia – intrécci – frécce.

 

  1. Nelle terminazioni in éce-éci 

esempi: féce – céci – invéce – péce.

 

  1. Nelle terminazioni in égno-égna-égni-égne

esempi: contégno – ritégno – congégno – impégno – ingégno – ségno – légna – sostégni – rasségne – inségna – conségne.

 

  1. Nella terminazione in -ménte degli avverbi

esempi: amabilménte – favorevolménte – cordialménte – dolceménte – facilménte.

 

  1. Nei diminutivi terminanti in étto-étta-étti-étte

esempi: ariétta – camicétta – barchétta – vecchiétta – collétto – earrétto – biciclétta – si- garétta – forchétta – lamétta – loggétta – motorétta – palétto – pinzétta – quartétti – rosétte – reginétta – sonétto – terzétto – targhétta.

 

  1. Nelle terminazioni in éso-ésa-ési-ése.

esempi: albanése – accéso – arréso – barési – cortése – discésa – imprésa – illési – paése – péso – résa – viennési.

eccezioni: tèsi – catechèsi – cosmèsi – esegèsi – mimèsi – parèsi – Agnèse – anamnèsi – anurèsi

 

  1. Nelle terminazioni in écco-écca-écchi-écche-écchio-écchia-écchie 

esempi: sécco – bistécca – catapécchia – Lécco – lécca – orécchio – parécchi – apparécchio – sécchio – sécchia – stécco – zécche.

eccezioni: ècco – pècca – salamelècchi – pècche – vècchio – vècchie.

 

  1. Nelle terminazioni in éggio-éggia-éggi-égge

esempi: aggéggio – arpéggio – cartéggio – diléggio – campéggio – fraséggio – fianchéggio – noléggio – grégge – gréggio – puléggia – passéggio – Réggio Emilia – Réggio Calabria – sortéggio – schéggia – veléggio – légge (ordinamento dello Stato).

eccezioni: corrègge – protègge – lègge (da leggere) – pèggio – règgia – sèggio.

 

  1. Nella seconda persona plurale dell’indicativo presente e dell’imperativo dei verbi della seconda coniugazione in – éte

esempi: avéte – dovéte – potéte – corréte.

eccezioni: siète

 

  1. Nelle terminazioni in étto-étta-étti-étte, anche non diminutivi

esempi: addétto – affétta (da affettare) – architétto – accétta (mannaia) – berrétto – co- strétto – détto – dimétto – fétta – frétta – grétto – gavétta – ghétto – ghétte – métto – nétto – ristrétto – strétto – tétto – vétta

eccezioni: le desinenze del passato remoto; inètto – dialètto – dirètto – sètte – dilètto – lètto – rètta – pètto – concètto – aspètto, ecc…

 

  1. Nei suffissi di aggettivi che al singolare  terminano in – évole 

esempi: lodévole- caritatévole – deplorévole, ecc…

 

  1. Nei suffissi di sostantivi in – ézza:

esempi: bellézza – debolézza – segretézza

eccezioni: mèzza

 

  1. Nelle preposizioni semplici e articolate, negli aggettivi dimostrativi e nei pronomi personali:

esempi: pér – néllo – délle – quéllo – codésto – éssi – égli – éssa…

 

  1. Nei suffissi di sostantivi in – ésimo

Esempi: cristianésimo – battésimo – feudalésimo – incantésimo – ecc…

Eccezioni: numerali in – èsimo: quattrodicèsimo – ennèsimo – infinitèsimo – ecc…

 

E APERTE E CHIUSE: ALTRE INDICAZIONI

Ecco altri esempi sulla corretta pronuncia della E riguardanti gruppi di vocaboli non inquadrabili con regole precise:

 

Vocaboli sdruccioli (vocaboli il cui accento cade sulla terzultima sillaba)

È aperta: angèlico – anèmico – arsènico – acèrrimo – biètola – bisbètico – dècade – èpico – èttaro – fèrvido – frenètico – lèttera (o léttera) – lucèrtola – mènsola – mèrito – mètodo – ocèano – pèrmuta – pètalo – règola – rèndita – schèletro – splèndido – tènero – telèfono – tièpido – vègeto – zèfiro – malèvolo – benèvoli.

É chiusa: accrédito – arcivéscovo – béttola – cémbalo – cénere – chiérico – créscita – débito – débole – doménica – édera (e ammesso anche èdera) – fégato – fémmina – illécito – méscita – méstolo – péntola – pettégolo – prezzémolo – séguito – sémina – sémplice – sétola – sollécito – sollético – sédici – tégola – tréspolo – trédici – védova – vérgine – véscovo – zénzero…; molte forme verbali terminanti in -ere: perméttere – ricévere – crédere…; l’aggettivo medésimo.

 

Terminazioni in eno-ena-eni-ene

È aperta: i vocaboli che indicano appartenenza a città, paese, nazione o stirpe: madrilèno – saracèno – nazarèno; bène – rène – scèna – sirèna – trèno – amèno – amarèna – carèna – arèna (anfiteatro) – oscèno.

É chiusa: altaléna – caténa – arcobaléno – réna – avéna – baléna – péna – véna – céna – séno – terréno – veléno – nemméno – méno.

 

Terminazioni in esso-essa-essi-esse

È aperta: adèsso – concèsso – decèsso – esprèsso – gèsso – prèsso – succèsso – regrèsso – progrèsso – mèsse (mietitura).

É chiusa: i pronomi: ésso – éssa – éssi – ésse; professioni e titoli al femminile: dottoréssa – avvocatéssa – professoréssa, contéssa, principéssa, elefantéssa, ecc..; tutte le derivazioni del verbo méttere: mésso – riméssa – promésso – permésso – manomésso – ammésso;  méssa (rito) – fésso – lésso – stésso – spésso.

 

Terminazioni in ero-era-eri-ere

È aperta: austèro – bufèra – leggèro – mistèro – Vèra (nome proprio) – sfera.

É chiusa: céro – céra – capinéra – néro – bére – séra – davvéro – intéro – véro – péra…; tutti gli infiniti in ére: vedére – piacére -avére.

 

Terminazioni in eto-eta-eti-ete

È aperta: alfabèto – ascèta – quièti – diabète – mèta – prète -complèto – mansuèto – consuèto – profèta – vèto – zèta.

É chiusa: acéto – abéte – nelle terminazioni in – éto/a/i dei nomi collettivi: cannéto – pinéta, vignéto, arancéto…) –  créta – cométa – gréto – indiscréto – minaréto – paréte – réte – segréto – séta – séte – pianéta.

 

Terminazioni in ezzo-ezza-ezzi

È aperta: apprèzzo – prèzzo – mèzzo – pèzza – tramèzzo – disprèzzo.

É chiusa: tutti i derivati da aggettivi (vedi regola 19, pag. 28); brézza, ribrézzo, attrézzo.

 

Terminazioni in enno-enna-enne

È aperta: undicènne – sessantènne – solènne – perènne – indènne.

É chiusa: cénno – coténna – pénna – sénno – ténni – vénni.

 

Ottimo! Sono terminate le Regole della Dizione delle E aperte e chiuse.

È ora il momento delle regole di dizione della O aperta e chiusa, con relative eccezioni:

 

REGOLE DELLA “Ò” APERTA

 

  1. Nelle parole che terminano in consonante e nei termini stranieri che usiamo abitualmente

esempi: aerosòl – biberòn – bòx – carillòn – cinefòrum – còrner – cròss – factòtum – gòlf – gòng – linòleum – lòden – lòrd – mònitor – òvest – pòker – pullòver – repòrter – revòlver – smòg – spònsor – snòb – stòp.

 

  1. Nelle terminazioni in òide-òidi

esempi: adenòide – mattòide – asteròide – mongolòide – tiròide.

 

  1. Nelle terminazioni in òsi-òsio dei nomi scientifici

esempi: artròsi – calcolòsi – simbiòsi – apoteòsi – scoliòsi – destròsio – tubercolòsi.

 

  1. Nelle terminazioni in òrgia-òrge-òlgia-òlge 

esempi: bòlgia – fòrgia – òrge – pappagòrgia.

 

  1. Nelle terminazioni in òggio-òggia-òggi-ògge-ògio-ògia-ògi-òge

esempi: òggi – pòggia – pòggio – lògge – mògio – barbògia – fròge – dòge – orològi.

 

  1. Nelle terminazioni in òrchio-òrchia-òrchi-òrchie-òrco-òrca 

esempi: rimòrchio – bòrchia – òrco – òrchi – mòrchia – tòrchi.

 

  1. Negli infiniti sdruccioli dei verbi della seconda coniugazione (terminanti in -ere)

esempi: accògliere – avvòlgere – muòvere – devòlvere – esplòdere – commuòvere.

 

  1. Nelle terminazioni in òbbo-òbba-òbbe-òbbi-òbo-òba-òbe-òbi

esempi: addòbbo – gòbba – gòbbo – sgòbbi – glòbo – lòbo – pròbo – ròba.

 

  1. Nelle terminazioni in òco-òca-òchi-oche 

esempi: fiòco – fòca – òche – ròchi – pòco.

 

  1. Nelle terminazioni in òcre-òcra-òcri 

esempi: mediòcre – òcra – Lòcri.

 

  1. Nelle terminazioni in òffo-òffa-òffi-òffe-òfo-òfa-òfi-òfe 

esempi: gòffa – gagliòffo – stòffa – còffe – carciòfo – stròfe – scròfa.

 

  1. Nelle terminazioni in ònso-ònsa-ònsi-ònse 

esempi: Alfònso – intònso – respònso.

 

  1. Nelle terminazioni in òrbo-òrba-òrbi-orbe 

esempi: òrbo – sòrbe – mòrbo.

 

  1. Nelle terminazioni in òrzo-òrza-òrze-òrzi-òrzio

esempi: consòrzio – divòrzio – fòrze – òrzo – rinfòrzo – scòrza – sfòrzi.

 

  1. Nelle parole tronche in genere

esempi: amò – arrivò – bruciò – brucerò – farò – darò -girerò – metterò – poserò – ciò – dò (anche la nota musicale) – falò – può – però – tò (tieni) – tòh! (esclamazione).

 

  1. Nelle terminazioni in òldo-òlda-òldi-òlde 

esempi: Aròldo – Bertòldo – Leopòldo – sòldo – tòlda.

eccezioni: manigóldo.

 

  1. Nelle terminazioni in òsco-òsca-òschi-òsche 

esempi: bòsco – chiòsco – còsca – Tòsca.

eccezioni: fósco – Iósco – tósco (tóscano) – mósca.

 

  1. Nelle terminazioni in òstro-òstra-òstri-òstre

esempi: chiòstro – chiòstra – inchiòstro – nòstro – vòstre – ròstro – giòstra.

eccezioni: móstra – móstro e tutte le voci del verbo mostrare e derivati.

 

  1. Nelle terminazioni in òpo-òpa-òpi-òpe-òppo-òppa-òppi-òppe-òppio-òppia 

esempi: ciclòpe – scòpo – còppa – còppia – galòppo – piòppo – scòppio – tòppa.

eccezioni: scópa (da scopare) – dópo – dóppio – raddóppio – cóppo (tegola) – póppa – stóppie – stóppa – cóppa (affettato).

 

  1. Nelle terminazioni in òrro-òrra-òrri-òrre 

esempi: camòrra – gnòrri – zavòrra – mòrra – pòrri.

eccezioni: le voci del verbo córrere e i suoi derivati: córro-córri…;

il verbo pórre e i suoi derivati all’infinito: ripórre – suppórre – impórre…; la parola tórre.

 

  1. Nelle terminazioni in ògo-òga-òghe-òghi

esempi: demagògo – sinagòga – rògo (ammesso anche rógo) – tòga – dròga – pedagòghi.

eccezioni: fóga – vóga – giógo.

 

  1. Nel caso in cui la O della sillaba tonica sia seguita da una consonante e 2 vocali 

esempi: auditòrio – ambròsia – bòria – baldòria – begònie – conservatòrio – colònia – custòdia – dormitòrio – demònio – empòrio – episòdio – fandònia – glòria – irrisòrio – mortòrio – memòria – matrimònio – negòzio – orològio – petròlio – purgatòrio – patrimònio – stòria – sòcio – territòrio – testimònio – uditòrio – vittòria.

eccezioni: incrócio.

 

  1. Nelle terminazioni in òccio-òccia-òcci-òcce-òcio-òcia-òce

esempi: bambòccio – appròccio – bisbòccia – bòcce – sbòccia – assòcio – sòcio – feròcia – cartòcci – chiòcce – còcci – còccia – saccòccia.

eccezioni: dóccia – góccia – sfócia (da sfociare) – feróce – móccio.

 

  1. Nelle terminazioni in òcco-òcca-òcchi-òcche-òcchio-òcchia-òcchie

esempi: albicòcca – allòcco – balòcchi – bròcca – capòcchia – canòcchie – cròcchio – còcco – ciòcco – fiòcco – ginòcchio – gnòcchi – marmòcchio – sciròcco – parròcchia – schiòcco – tòcco (berretto dei giudici).

eccezioni: il verbo tóccare con le sue derivazioni; bócca e le sue derivazioni, anche nei verbi (imbóccare – sbóccare – abbóccare…).

 

  1. Nel caso in cui la O tonica venga a trovarsi nel dittongo

esempi: aiuòla – buòno – banderuòla – cuòre – cuòco – cuòio – cuòcere – duòmo – duòle – fuòco – giuòco – muòvo – muòio – nuòvo – nuòra – nuòce – può – paiuòlo – quòta – ruòta – suòno – suòre – suòcera – stuòia – tuòno – tuòi – tuòrlo – uòmo – uòvo – uòse – vuòti – vuòi – vuòle.

eccezioni: le terminazioni in uóso – uósa – uósi – uóse: affettuóso – lussuóso – mostruóso…; i vocaboli liquóre – languóre – sciacquóne – scialacquóne.

 

  1. Nelle terminazioni in òlo-òla-òli-òle

esempi: acquaiòlo – armaiòlo – carriòla – fumaiòlo – giaggiòlo – mentòlo – pistòla – tagliòla – usignòlo – viòla – vaiòlo – stòla – spòla – pòlo – dòlo – nòlo – mòlo.

eccezioni: góla – sóle – sólo – vólo – scólo.

 

  1. Nelle terminazioni in òrto-òrta-òrti-òrte

esempi: abòrto – aòrta – accòrti – boccapòrto – contòrte – consòrte – fòrte – mòrto – mòrte – pianofòrte – scòrta – smòrto – stòrti – spòrta – tòrto.

Eccezioni: i derivati di sórgere (sórto – risórto); córto – córte – tórta.

 

  1. Nelle terminazioni in òsto-òsta-òsti-òste

esempi: arròsto – appòsta – còsta (sia la costa geografica sia la verdura) – còsto – cròsta – batòsta – nullaòsta – girarròsto – impòsta (persiana) – òste – pòsta (corrispon- denza) – piuttòsto – sòsta – tòsto.

eccezioni: il verbo pórre con tutti i suoi derivati (pósto – dispósto – propósta – suppósta – ripósto); agósto – aragósta – mósto – rispósta.

 

  1. Nelle terminazioni in òrdo-òrda-òrdi-òrde-òrdia-òrdie

esempi: còrda – accòrdo – concòrdia – discòrde – fiòrdo – mòrdo – misericòrdia – òrda – ricòrdo – raccòrdo.

eccezioni: bórdo (e i suoi derivati) – lórdo – sórdo – ingórdo.

 

  1. Nelle terminazioni in òtto-òtta-òtti-òtte

esempi: bòtta – bassòtto – bergamòtto – ricòtta – risòtto – còtto – canòtti – cappòtto – ca- ciòtte – dòtto (erudito) – diciòtto – gròtta – gavòtta – lòtto – lòtta – marmòtta – mòtto – pagnòtta – salòtto – tròtto.

eccezioni: il participio dei verbi che derivano dal latino “ducere”:  condurre (condótto), dedurre (dedótto), ridurre (ridótto)…; la parola ghiótto e le parole terminanti in -rótto – rótta – sótto.

 

  1. Nelle terminazioni in òglio-òglia-ògli-òglie

esempi: cordòglio – dòglie – fògli – fòglia – còglie – raccòglie – sòglia – spòglio – tòglie – vòglia.

eccezioni: tutti i vocaboli nei quali la suddetta terminazione sia preceduta da M o G come: móglie – orgóglio – germógli – gorgóglio – rigóglio.

 

  1. Nelle terminazioni in òzzo-òzza-òzzi-òzze

esempi: bòzza – stròzzo – stròzza – piccòzza – còzze – carròzza – còzzo -nòzze – maritòzzo – tòzzo – tavolòzza.

eccezioni: gózzo – mózzo (sia reciso, sia ragazzo di nave o di stalla) – pózzo – pózza – rózzo – sózzo -singhiózzo.

 

  1. Nelle terminazioni in òto-òta-òti-òte

esempi: banconòta – caròta – devòto – dòte – fòto – mòto – mòta – lòto – quòto – quòta – patriòta – pilòta – terremòto – tròte.

eccezioni: vóto – nipóte.

 

  1. Nelle terminazioni in òscio-òscia-òsci-òsce

esempi: angòscia – còscia – camòscio – flòscio – pòscia – scròscio.

eccezioni: móscio.

 

  1. Nelle terminazioni in òsso-òssa-òssi-òsse

esempi: addòsso – colòsso – dòsso – fòsso – gròsso – mòsso – pòsso – paradòssi – òssa,

eccezioni: alcune forme verbali di essere (fóssi – fósse – fóssero); rósso – tósse.

 

  1. Nelle terminazioni in òmo-òma-òmi-òme

esempi: addòme – aròma – chiòma – gnòmo – sòma – tòmo.

eccezioni: nóme – cognóme – cóme – pronóme – pómo.

 

  1. Nelle terminazioni in òdo-òda-òdi-òde

esempi: appròdo – sòdo – bròdo – pròde – chiòdi – custòde – mòda – mòdo – nòdi – òdo.

eccezioni: le forme verbali del verbo ródere: ródo – ródi – róde – ródono; la parola coda

                  

  1. Nelle terminazioni in ònno-ònna-ònni-ònne-ònnia-ònnie

esempi: nònno – nònna – bisnònno – insònne – insònnia – Madònna – dònna,

eccezioni: colónna – gónna (ma si può dire anche gònna) – sónno – tónno.

 

  1. Nelle terminazioni in òlto-òlta-òlti-òlte

esempi: accòlto – avvòlti – assòlta – còlto (da cògliere) – risòlto – raccòlto – svòlta – sciòlti.

eccezioni: ascólto – cólto (istruito) – fólto – mólto – stólto – vólto (viso).

 

REGOLE DELLA “Ó” CHIUSA

La O va pronunciata sempre chiusa nei seguenti casi:

  1. Nelle terminazioni in -zióne-zióni

esempi: abitazióne – creazióne – composizióne – reazióne – sensazióne – umiliazióne.

 

  1. Nelle terminazioni in ógno-ógna-ógni-ógne

esempi: bisógno – vigógna – cicógna – ógni – menzógna – sógno – fógna – rógna.

 

  1. Nelle terminazioni in óndo-ónda-óndi-ónde-óndia-óndie

esempi: affónda – bióndo – dónde – d’altrónde – fecóndo – giramóndo – fiónda – grónda – iracóndi – moribónda – inverecóndia – rotóndo – secóndo.

 

  1. Nelle terminazioni in ónto-ónta-ónti-ónte

esempi: cónto – bisónte – affrónto – mónte – ónta – pónti – scónto – prónto – tramónto.

 

  1. Nelle terminazioni in ógnolo-ógnola-ógnoli-ógnole 

esempi: amarógnolo – giallógnolo – azzurrógnoli – verdógnolo.

 

  1. Nelle terminazioni in ólmo-ólma-ólmi-ólme 

esempi: cólmo – ólmo – ricólmo.

 

  1. Nelle terminazioni in ólpo-ólpa-ólpi-ólpe 

esempi: cólpo – pólpa – cólpa – cólpe.

 

  1. Nella terminazione in -óltre 

esempi: óltre – inóltre – cóltre.

 

  1. Nelle terminazioni in ómbo-ómba-ómbi-ómbe

esempi: colómba – bómba – lómbo – trómba – palómbo – piómbo – rómbo.

 

  1. Nelle terminazioni in ónfio-ónfia-ónfi-ónfie-ónfo-ónfa 

esempi: gónfio – rigónfio – trónfio – tónfo.

 

  1. Nelle terminazioni in óntro-óntra-óntri-óntre 

esempi: lóntra – cóntro – incóntro – scóntro.

 

  1. Nelle terminazioni in ónzo-ónza-ónzi-ónze

esempi: abbrónzo – gónzo – zónzo – lónza – Mónza – brónzo – sbrónza.

 

  1. Nelle terminazioni in órcio-órcia-órci-órce

esempi: accórcio – órcio – sórcio – scórcio – spilórcio – raccórcio.

 

  1. Nelle terminazioni in ó1so-ólsa-ó1si-ólse 

esempi: bólso – pólsi.

eccezioni: tòlsi – risòlsi – còlsi.

 

  1. Nelle terminazioni in órgo-órga-órghi-órghe-órgi-órge

esempi: bórgo – ingórgo – sobbórgo – sgórgo – risórgo – górgo – insórgo.

eccezioni: i verbi pòrgere e scòrgere: scòrgo – pòrgo – scòrgi – pòrgi.

 

  1. Nelle terminazioni in órso-órsa-órsi-órse

esempi: bórsa – órsi – córsa – risórsa – fórse – decórso – ricórso – scórso – sbórso.

eccezioni: il passato remoto di mòrdere (mòrsi), pòrgere (pòrsi), scòrgere (scòrsi); còrso (della Corsica) – mòrso – rimòrso – mòrsa.

 

  1. Nelle terminazioni in óso-ósa-ósi-óse

esempi: tutti gli aggettivi che derivano da sostantivi, anche se la O tonica appartiene al dittongo uo che, come già visto, in genere vuole la O aperta: acquóso – affettuóso – mostruóso – lussuóso – afóso – brióso – dignitósi – carnóse – imperióso – rumorósi – penósa.

eccezioni: i termini medici: artròsi – calcolòsi; le parole còsa – jòsa – ròsa – spòsa.

 

  1. Nelle terminazioni in óce-óci, quando la O non sia preceduta dalla U. 

esempi: atróce – feróce – cróce – fóce – nóce – velóce – vóce,

eccezioni: precòce – feròcia.

 

  1. Nelle terminazioni in órmo-órma-órmi-órme

esempi: tutti i derivati da forma (aerifórme – confórme – cuneifórme – diffórme – infórme); enórme – órma – stórmo – tórma.

eccezioni: abnòrme – dòrme (da dormire) – nòrma – Nòrma (nome proprio).

 

  1. Nelle terminazioni in ólco-ólca-ólci-ólce 

esempi: sólco – bifólco – microsólco – dólce.

eccezioni: pòlca.

 

O APERTE E CHIUSE: ALTRE INDICAZIONI

Come già fatto per la lettera E, ecco altri esempi sulla corretta pronuncia della O riguardanti gruppi di vocaboli non inquadrabili con regole precise:

 

Vocaboli sdruccioli

Ò aperta: agrònomo – autòdromo – antibiòtico – baròmetro – buròcrate – bibliòfilo – binòcolo – biògrafo – bòtola – cònsono – còniuge – còrnea – depòsito – diabòlico – dispòtico – dònnola – dòmino – ecònomo – elicòttero – eròico – esòtico – fenòmeno – filòsofo – fòrbici – fòdera – glòbulo – geòmetra – idòneo – immobile -intònaco – lacònico – maiòlica – nòbile – òrafo – pòlline – ròtula – sciòpero – scòmodo – tònaca – vòrtice – vòmero – vòmito – viòttolo – zòccolo – zòtico.

Ó chiusa: i vocaboli che terminano in ógnolo-órzolo-ónzolo, anche al femminile e al plurale (azzurrógnolo – verdógnolo – giallógnolo – bitórzolo – raperónzolo);

bómbola – brónzeo – cióndolo – disórdine – dóndolo – fórfora – gómito – góndola – lógoro – órdine – pólvere – pórpora – quattórdici – ricóvero – róndine – sgómbero – tómbola – tórbido – tórtora – vóngola.

 

Terminazioni in ollo-olla-olli-olle

Ò aperta: atòllo – Apòllo – bricòlla – barcòlli – contròllo – còlla – còllo -còlli – còlle – cròllo – decòllo – fòlle – mòlla – mòllo – torcicòllo – vòlli – vòlle – scavezzacòllo – scròllo.

Ó chiusa: ampólla bóllo bólla francobóllo ingóllo – cipólla midóllo póllo rampóllo – midólla – satóllo.

 

Terminazioni in oro-ora-ori-ore

Ò aperta: auròra – allòro – castòro – canòro – còri – clòro – dimòra – decòro – disdòro – deplòro – fòro (tribunale, piazza).

Ó chiusa: amóre anterióre accalóro adóro assapóro ancóra ardóre baglióre capolavóro – colóro – brucióre – candóre – timóre – pastóre – pittóre – divóro – costóro – editóre – lavóro – fóro (buco) – onóre – lóro – rettóre.

 

Terminazioni in ovo-ova-ovi-ove

Ò aperta: alcòva – pròva – appròvo – diciannòve – nòve – piòve – rinnòvo – ritròvo – tròva -compròvo.

Ó chiusa: altróve – dóve – cóva – cóvo – róvo – óve – laddóve – gióva – scóvo.

 

Terminazioni in oio-oia-oi-oie

Ò aperta: bòia – giòia – nòia – paranòia – pòi – sòia – Tròia – cuòio – salamòia – stuòia – muòia.

Ó chiusa: attizzatóio – abbeveratóio – cesóie – feritóia – corridóio – frantóio – ballatóio – mangiatóie – scappatóia – galoppatóio – ingóio – lavatóio – passatóia – rasóio – scorsóio – tettóia – vassóio.

 

Terminazioni in ono-ona-oni-one-onio-onia-onie

Ò aperta: acrimònia – testimònio – testimòne – zòna – patrimònio – matrimòni – patròno – còno – fòno – tòno – chimòno – colòno – nòno – ozòno – pròno – tròno.

Ó chiusa: tutti gli accrescitivi come bestióne – capróne – bullóne;

 abbandóno – dóno – erosióne – festóne – gestióne – istrióne – illusióne – ottóne – pensióne – perdóno – questióne – regióne – sóno – sornióne – torróne -ustióne – spróne – tenzóne.

 

Terminazioni in orno-orna-orni-orne

Ò aperta: còrno – còrna – scòrno – capricòrno – liocòrno – tricòrno.

Ó chiusa: adórno – aggiórno – attórno – buongiórno – dintórni – disadórna fórno Livórno – giórno – órno – ritórno – stórno – sfórno – tórno.

 

LE REGOLE DELLA DIZIONE: CONSONANTI SORDE E SONORE

 

Oltre alle vocali, aperte e chiuse, è importante anche differenziare il suono delle consonanti S e Z che possono essere sorde o sonore (dette anche aspre o dolci).

Questi due suoni, aspri e dolci, vengono distinti graficamente, sia della S che della Z.

 

s = aspraz = aspra
∫ = dolceʒ = dolce

 

La S aspra o sorda è quella di “sasso”, la S dolce o sonora è quella di “asino”; la Z aspra è quella di “Zucca”, la Z dolce è quella di “ʒanʒara”.

Vediamo ora le Regole della Dizione delle S e Z sorde e sonore:

 

REGOLE DELLA S DOLCE O SONORA

La consonante S si pronuncia sonora (“ʃ “ sul D.O.P.), come in roʃa, nei seguenti casi:

  1. Quando è seguita dalle consonanti L-M-R-V-G-B-N-D (iL MaRe VaGaBoNDo, per memorizzare) sia all’inizio sia nel corpo della parola

esempi: ʃbadato – ʃbattere – ʃbadiglio – ʃdegno – ʃdentato – diʃdoro – ʃgabello – ʃgabuzzino – ʃgargiante – ʃleale – diʃlivello – ʃlancio – ʃmalto – aʃma – coʃmetico – ʃnello – ʃnidare – biʃnonno – ʃragionare – ʃregolatezza – ʃvelto – ʃvenire – ʃvergognato.

 

  1. Nei prefissi bis-cis-dis-tras-tris-es seguiti da una vocale

esempi: biʃavolo – biʃonte – ciʃalpino – diʃobbediente – diʃorganico – tranʃito – traʃandato – triʃavolo – eʃonero – eʃame – eʃimere.

eccezioni: traSecolare.

 

  1. Nella terminazione in esimo di sostantivi e numerali  

esempi: centeʃimo – enneʃimo – cristianeʃimo.

 

  1. In Genere quando la S si trova tra due vocali (anche se questa regola contraddice quella che vorrebbe si dicesse “casa”, “cosa”, “asino” ma che ormai non è più rispettata nemmeno da coloro che fanno uso professionale della voce)

esempi: aʃilo – aʃola – auʃilio – baʃe – baʃilica – ceʃello – ceʃoie – clauʃola – criʃi – eʃame – eʃempio – fiʃica – iʃola – marcheʃa – muʃo – naʃo – paeʃe – poeʃia – scuʃa – spoʃo – teʃoro – vaʃo – viʃo.

eccezioni: le parole disegno e asimmetria-asimmetrico, che hanno mantenuto la S aspra o sorda.

 

 

REGOLE DELLA S ASPRA O SORDA

La consonante S si pronuncia sempre sorda (“S” sul D.O.P.), come in sasso, nei seguenti casi:

  1. Quando è doppia all’interno della parola 

esempi: roSSo – aSSaSSino – confeSSore – aSSunto.

 

  1. Quando si trova in principio di parola ed è seguita da una vocale

esempi: Sole – Sapere – Senza – Sazio – Superiore.

 

  1. Quando è seguita dalle consonanti C-Q-F-P-T (Come Quando Fuori Piove Tanto, per memorizzare), sia all’inizio sia nel corpo della parola

esempi: Scala – caSco – biScotto – aSfittico – aSfodelo – aSfalto – Spola – aSpetto – Spada – Squalo – PaSqua – Squadra – aStio – Stesso.

 

  1. Quando è preceduta da un’altra consonante 

esempi: abSide – pSicosi – elSa – orSo – corSa – falSo.

 

  1. Quando fa parte dei prefissi tras e dis non seguiti da vocale

esempi: traSportare – traSferire – traScorrere – diSfare – diScarica – diScredito – diStriscare – diScostarsi.

 

  1. Nei monosillabi di derivazione latina

esempi: biS – triS – Sic.

 

  1. Quando è iniziale del secondo componente di un vocabolo composto

esempi: affittaSi, riSerbo, giraSole, ecc.

N.B. in molti casi la composizione della parola può essere meno chiara: coSeno – deSiderio – preSide – preSidente – reSistere – traSecolare – uniSono – preServare – qualSiaSi – riSolvere – riSoluto, ecc.

 

REGOLE DELLA Z DOLCE O SONORA

La consonante Z si pronuncia sonora, (“ʒ” sul D.O.P.), come in ʒanʒara, nei seguenti casi:

 

  1. Quando si trova all’inizio di un vocabolo e la seconda sillaba comincia con L-M-R-V-G-B-N-D (iL MaRe VaGaBoNDo, per memorizzare)

esempi: ʒabaione – ʒodiaco – ʒagara – ʒelo – ʒimarra – ʒona – ʒero – ʒavorra – ʒanʒariera.

Eccezioni: zanna, azzannare, zigano

 

  1. Quando è seguita da due vocali, la prima delle quali Non sia la I 

esempi: ʒaino – ʒoo – ʒuavo – ʒeus.

 

  1. Nei seguenti vocaboli

esempi: biʒantino – maʒurca – aʒalea – diroʒʒare – analiʒʒare – organiʒʒare – armoniʒʒare – ʒefiro – ʒaffiro – ʒotico – ʒeta – aʒʒurro – aʒʒardo – laʒʒarone – laʒʒaretto – doʒʒina.

 

  1. In alcune terminazioni in iʒʒire-iʒʒare-iʒʒatore-oʒʒare

esempi: imbiʒʒire – elettriʒʒare – sintetiʒʒare – sonoriʒʒatore – diroʒʒare – analiʒʒare – organiʒʒare – armoniʒʒare.

eccezioni: abbozzare – spezzare – strizzare – starnazzare – aizzare – attizzare – drizzare – guizzare – raddrizzare – rizzare – schizzare – sprizzare.

 

REGOLE DELLA Z SORDA

La consonante Z si pronuncia sorda (“Z” sul D.O.P.), come in bellezza, nei seguenti casi:

 

  1. Quando si trova dopo un’altra consonante

esempi: lenza – stanza – terzo – sforzo – speranza – danza – manovalanza – sapienza – prudenza – balzo – milza – calza – alzare – raperonzolo – pretonzolo.

eccezioni: elʒeviro – Belʒebù – fronʒolo – gironʒolo.

 

  1. Quando è seguita da due vocali di cui la prima sia una “i”

esempi: grazia – disgrazia – spezia – sazie – spazio – topazio – inezia – facezia –  mestizia – pigrizia – calvizie – canizie – vizio – fittizio – ozio – sacerdozio – arguzia – balbuzie – speziale – pazienza – servizio – giustiziere – prefazione – educazione – astuzia – grazie – vizio – stazione – zio – zia – zii – zie.

 

  1. Nelle terminazioni in azzo-azza-ezzo-ezza-izzo-izza-ozio-ozza-uzzo-uzza (anche al plurale)

esempi: bellezza – purezza – carrozza – tinozza – aguzzo – struzzo – spruzza – pozzo – carrozza – nozze – puzzo – puzza – mezzo (fradicio).

eccezioni: meʒʒo – roʒʒo.

 

  1. Molto spesso in principio di parola se la sillaba successiva inizia con C-F-P-T 

esempi: zucche – zucchero – zolfo – zaffata – zuppa – zampa – zappa – zitella – zitto.

eccezioni: ʒefiro – ʒaffiro – ʒotico – ʒeta – ʒafferano – Ȝante – Ȝacinto

 

CONSIGLI PER LO STUDIO DELLE REGOLE DELLA DIZIONE

L’apprendimento delle regole della dizione richiede impegno, ma con il metodo giusto, può diventare un viaggio appagante.

Ecco alcune strategie per studiare e memorizzare le regole di dizione:

  1. Pianifica lo Studio: Dedica tempo regolare ogni giorno, anche solo 15-20 minuti, per lo studio delle regole della dizione.
  2. Tecniche di Memorizzazione: Sperimenta con la ripetizione spaziata e le mappe mentali. Questi metodi aiutano a rinforzare la memoria.
  3. Coinvolgimento Emotivo: Associa le regole della dizione a emozioni o esperienze personali per un apprendimento più profondo.
  4. Segna gli accenti sui testi: prenditi dei testi di qualunque tipo (giornali, libri, ecc) e identifica con una matita gli accenti aperti e chiusi o le s e z aspre o dolci. Sfrutta il DOP Online per controllare eventuali incertezze. Poi leggi il testo cercando di pronunciare correttamente le parole.
  5. Registrazioni e Feedback: Registra te stesso mentre parli o leggi ad alta voce in corretta dizione e analizza le tue prestazioni. Cerca feedback da un insegnante di dizione o colleghi di studio.
  6. Applicazione Pratica: Applica le regole di dizione nella vita quotidiana, migliorando così la tua pronuncia in ogni occasione.
  7. Ripasso Regolare: Dedica tempo ogni settimana a ripassare ciò che hai imparato.
  8. Pazienza e Consistenza: La padronanza della dizione richiede tempo. Sii paziente e costante nello studio.

Ricorda, la dizione non è solo un insieme di regole: questo è solo un primo (seppur importante e a volte faticoso) passo.

La giusta respirazione diaframmatica, l’articolazione, l’eliminazione della cadenza dialettale o linguistica, la giusta prosodia e modulazione della voce per ottenere una lettura espressiva e interpretata… Sono tutte cose che devi includere nei tuoi studi e allenamenti giornalieri per riuscire a migliorare.

 

Ora ti trovi davanti a un bivio.

Hai due scelte:

  • puoi continuare da solo, esplorando il mondo della dizione attraverso l’autostudio,
  • oppure puoi scegliere un percorso guidato che ti assicura non solo l’apprendimento, ma un miglioramento tangibile e garantito.

Se desideri veramente migliorare la tua dizione e il tuo modo di parlare, memorizzando facilmente le regole della dizione e correggendo la pronuncia delle tue parole, migliorando al contempo la tua voce ed espressività vocale, il nostro corso di Estetica Vocale rappresenta la soluzione ideale per Te.

Attraverso il nostro percorso, insieme al supporto costante di un trainer dedicato, ti offriamo risorse avanzate per lo studio come:

  • videocorsi, audio, dispense, letture e quiz;
  • il nostro metodo esclusivo “Dizione Rapida” per memorizzare facilmente e senza sforzo tutte le regole della dizione;
  • allenamenti di gruppo;
  • consulenze approfondite
  • e feedback costanti.

Il nostro obiettivo è fornirti tutti gli strumenti necessari per guidarti a migliorare davvero la tua voce e dizione in modo coinvolgente ed efficace.

Con noi, non solo riceverai una formazione di altissimo livello, ma anche una garanzia di miglioramento: Se non dovessi riscontrare i miglioramenti seguendo il nostro percorso semestrale, ti offriremo un rimborso completo o potrai frequentare un altro semestre in modo totalmente gratuito.

Questo è il nostro impegno verso il tuo successo e la tua soddisfazione.

Non perdere questa opportunità unica. Affidati a noi per dare voce al tuo potenziale.

Schedula una Analisi Gratuita QUI e inizia il tuo viaggio!

 

Introduzione alla Dizione: Fondamenti e Importanza

In un mondo dove la comunicazione è alla base del successo personale e professionale, mai come ora è essenziale migliorare la dizione.

Quest’arte, che va ben oltre la mera pronuncia corretta delle parole, è la chiave per trasformare il modo in cui esprimiamo i nostri pensieri e sentimenti.

Quando pensiamo a migliorare la dizione, non ci riferiamo solo a regole grammaticali o tecniche vocali; parliamo di affinare un’abilità che migliora radicalmente la comprensione e l’impatto dei nostri messaggi.

Questa capacità può portare a una comunicazione più efficace, sia in ambito personale sia professionale.

Nel percorso di questo articolo, ci immergeremo in profondità nel concetto di dizione, esplorando i suoi principi fondamentali e la sua importanza nella vita di tutti i giorni.

Analizzeremo le tecniche, le strategie e gli esercizi più efficaci per migliorare la dizione, offrendo una guida pratica sia per i professionisti in cerca di rafforzare le proprie competenze comunicative, sia per chiunque desideri esprimersi con maggiore chiarezza e confidenza.

Scopriremo come la padronanza della dizione non sia solo un arricchimento personale, ma un vero e proprio strumento di empowerment, in grado di aprire nuove porte e creare opportunità inaspettate.

Seguimi in questo viaggio alla scoperta di come migliorare la dizione possa elevare ogni aspetto della tua comunicazione!

Le Basi della Dizione: Vocali, Consonanti e Articolazione

Per iniziare il percorso verso una dizione impeccabile, è essenziale capire e padroneggiare la pronuncia delle vocali e delle consonanti, elementi fondamentali di ogni lingua, e in particolare dell’italiano, lingua ricca di sfumature e variazioni. La chiave per migliorare la dizione non si trova solo nel sapere quali suoni produrre, ma anche nel saperli esprimere con precisione e chiarezza.

Vocali: Comincia concentrando la tua attenzione sulle vocali – A, E, I, O, U. Queste sono le colonne portanti della tua dizione. Ripeti ad alta voce queste vocali, esercitandoti a distinguerle tra suoni aperti e chiusi (in particolare per le E e le O). Ad esempio, prova a pronunciare “tè” (aperto = bevanda) e “té” (chiuso = pronome), oppure “pòsta” (aperto = ufficio postale) e “pósta” (chiuso = da verbo porre), notando la sottile ma significativa differenza tra i due suoni (e i significati). Questa pratica ti aiuterà a sviluppare una maggiore sensibilità e controllo della tua dizione.

Consonanti: Dopo le vocali, passiamo alle consonanti. Porta attenzione e studia le regole delle S e Z sorde e sonore. Un focus particolare dovrebbe essere inoltre posto sulla chiarezza di consonanti come la “R” o il gruppo “GL”, che sono spesso caratterizzati da errori di pronuncia. Nota come la posizione della lingua, delle labbra e del palato influenzi il suono prodotto nella pronuncia delle varie consonanti (ma anche delle vocali).

Articolazione: Oltre alla pronuncia corretta, l’articolazione delle parole è fondamentale per rendere il tuo parlato chiaro e comprensibile, evitando di mangiarti le parole. L’abilità di muovere con precisione la lingua, le labbra per formare i giusti suoni è essenziale per comunicare efficacemente. Pratica leggendo ad alta voce vari tipi di testi, concentrandoti sul modo in cui articoli ogni parola e frase.

Le Basi dell’Uso della Voce

Nella vita è fondamentale non solo ciò che dici, ma anche come lo dici. Questo richiede, oltre a una dizione corretta, anche un controllo accurato della respirazione e un uso consapevole della voce, aspetti che elevano il parlato da semplice “comunicazione” a vera “espressione carismatica di Sé”. Ecco tre cose a cui devi prestare attenzione:

1. Respirazione Diaframmatica: Il fondamento di un buon parlato è una respirazione diaframmatica controllata. Questo tipo di respirazione non solo fornisce il supporto necessario per una voce stabile e chiara, ma aiuta anche a gestire l’ansia e a migliorare la concentrazione. Pratica respirando profondamente, focalizzandoti sull’espansione del diaframma (gonfiando la pancia) piuttosto che sul sollevamento delle spalle e del torace. Esercizi come inspirare lentamente contando fino a quattro, trattenere il respiro per un conteggio di quattro e poi espirare per un conteggio di quattro, possono migliorare notevolmente la tua capacità di controllare il flusso d’aria e, di conseguenza, la tua voce.

2. Modulazione della Voce: La modulazione della voce è ciò che dà vita alla comunicazione efficace e piacevole. Variando il tono e il volume, puoi trasmettere un’ampia gamma di emozioni e coinvolgere l’ascoltatore. Pratica leggendo ad alta voce e modulando il tuo tono per adattarlo al contenuto: usa un tono più basso e calmo per parti riflessive o serie, e un tono più alto e vivace per parti eccitanti o allegre. Poi pratica parlando a diversi livelli di volume, da un sussurro a una voce forte ma controllata, per sentire come ogni livello influenzi il messaggio trasmesso. Registrare la tua voce mentre pratichi può essere un ottimo modo per ricevere feedback e migliorare.

3. Pause: Un aspetto spesso trascurato è l’uso saggio delle pause. Sapere dove “appoggiare” una frase e dove inserire una pausa può trasformare completamente il modo in cui un messaggio viene ricevuto. Esercizi come leggere un testo in modo creativo e interpretato e sperimentare la lettura con ritmi diversi, giocando con le pause, ti aiuterà a capire come questi elementi influenzino il significato e l’impatto del tuo parlato.

Esercizi Pratici per Migliorare la Dizione

Il percorso verso una dizione eccellente inizia con una comprensione profonda delle regole di pronuncia e un allenamento costante dell’articolazione, come detto anche in precedenza.

Ecco alcune tecniche e strategie pratiche per migliorare la tua dizione:

Pronuncia e Articolazione: La base per una dizione chiara risiede nella corretta pronuncia delle vocali e delle consonanti. Studiare le regole di dizione ti aiuterà a comprendere come pronunciare correttamente le parole, producendo le giuste vocali e consonanti mentre parli. Subito dopo viene l’articolazione: un ottimo esercizio per sviluppare l’articolazione è la lettura sillabata. Questo significa leggere un testo sillaba per sillaba, scandendo bene ogni suono e muovendo consapevolmente la bocca. Questa pratica non solo migliora la tua capacità di pronunciare correttamente, ma aiuta anche a rendere il tuo parlato più fluido e naturale.

Scioglilingua: Gli scioglilingua sono esercizi sfidanti che mettono alla prova la tua capacità di articolazione e pronuncia rapida. Questi esercizi non solo possono essere divertenti, ma sono anche estremamente utili per migliorare l’agilità della lingua e la chiarezza del parlato. Inizia con scioglilingua semplici e aumenta gradualmente la complessità e la velocità, assicurandoti di mantenere la correttezza nella pronuncia. Qui puoi trovare diversi scioglilingua con cui potresti allenarti.

Pratica Quotidiana: Infine, la chiave per migliorare la dizione è la pratica costante. Dedica del tempo ogni giorno a questi esercizi. Anche solo pochi minuti al giorno possono fare una grande differenza nel tempo. Oltre agli esercizi specifici che abbiamo visto, ecco il consiglio più importante di tutti (può sembrare banale, ma non lo è): Cerca di parlare in corretta dizione il più possibile. Questo può includere conversazioni quotidiane, riunioni di lavoro o qualsiasi altra opportunità di parlare. Essere consapevole della tua dizione durante le normali conversazioni quotidiane può accelerare notevolmente il processo di miglioramento. Con il tempo, la dizione corretta diventerà una tua seconda natura.

Questi esercizi pratici sono passi fondamentali nel tuo viaggio per migliorare la dizione. Seguendoli con costanza e impegno, ti posso garantire che potrai notare presto dei miglioramenti significativi nella tua capacità di parlare in modo chiaro e convincente.

Come Superare le Difficoltà e Migliorare la Dizione

Migliorare la dizione è un viaggio che presenta le sue sfide, ma anche grandi opportunità di crescita personale e professionale. Capire come affrontare e superare queste difficoltà è fondamentale per il progresso.

Rompere le Vecchie Abitudini: Uno degli ostacoli più comuni nell’apprendimento della dizione è la difficoltà di rompere vecchie abitudini di pronuncia. Questo richiede pazienza, pratica costante e una forte consapevolezza di come pronunci attualmente le parole. Un approccio utile è registrare il proprio parlato e ascoltarlo in modo critico, identificando tutti gli aspetti che necessitano di cambiamento o miglioramento. Gli esercizi di pronuncia e articolazione possono poi essere mirati per affrontare queste specifiche aree.

Mantenere la Motivazione: Un altro aspetto fondamentale è mantenere alta la motivazione. Questo può essere fatto stabilendo obiettivi realistici, ricordandoseli costantemente, e celebrando tutti i piccoli progressi lungo il percorso. La motivazione può anche essere rafforzata attraverso l’ascolto e l’imitazione di oratori efficaci, che possono servire sia come ispirazione sia come punto di riferimento pratico per il proprio miglioramento.

Approccio Pratico e Coinvolgente: Per superare le sfide nell’apprendimento della dizione, è importante adottare un approccio pratico e coinvolgente. Partecipare a gruppi di studio, workshop o sessioni di training può fornire l’ambiente stimolante e il supporto necessario per avanzare. Il feedback regolare da parte di esperti o colleghi aiuta a identificare rapidamente le aree di miglioramento.

Il Metodo ‘Dizione Rapida’ come Soluzione: Per coloro che cercano un approccio più strutturato e che garantisca il risultato, suggerisco il nostro percorso di Estetica Vocale: tramite il nostro esclusivo Metodo ‘Dizione Rapida‘, frutto di oltre 2 anni di ricerca e sviluppo, potrai avere una soluzione innovativa e completa. Questo metodo combina tecniche di memorizzazione rapida e ascolto attivo e passivo, con un approccio interattivo e personalizzato. Gli studenti beneficiano di feedback continui dal trainer, tramite webinar di allenamento di gruppo, consulenze individuali e supporto individuale via telegram, permettendo loro di correggere gli errori in modo efficiente e di accelerare il processo di apprendimento. Inoltre, la nostra metodologia enfatizza l’importanza di applicare ciò che si impara in contesti reali tramite simulazioni in allenamento, garantendo così che le competenze acquisite non siano solo teoriche ma anche praticamente applicabili sin da subito.

In sintesi, superare le difficoltà nell’apprendimento della dizione richiede un mix di autoanalisi, continua pratica consapevole e supporto esterno. Che tu scelga di affrontare questo percorso autonomamente o attraverso un programma strutturato come il nostro percorso di Estetica Vocale sfruttando il Metodo ‘Dizione Rapida’, l’importante è impegnarsi con costanza fino al cambiamento. Con dedizione e il giusto approccio, la capacità di comunicare chiaramente e con efficacia è sicuramente raggiungibile.

Conclusione: La Tua Trasformazione nella Maestria della Dizione

Questo viaggio per scoprire come migliorare la dizione ci ha portato a esaminare vari aspetti fondamentali: dalla precisa pronuncia di vocali e consonanti, fino all’importanza di tecniche di respirazione e modulazione della voce per arricchire la nostra espressività. Abbiamo esplorato esercizi pratici come la lettura sillabata e gli scioglilingua, strumenti efficaci per affinare l’articolazione e la fluidità del parlato. Abbiamo anche affrontato le sfide comuni nell’apprendimento della dizione, sottolineando l’importanza di una pratica costante e di un approccio metodico.

E abbiamo capito che il Metodo ‘Dizione Rapida’ emerge come un approccio innovativo e completo, capace di guidarti verso un rapido e significativo miglioramento. Ora, armato di queste conoscenze e strumenti, sei pronto a intraprendere il tuo percorso di crescita. Inizia oggi a perfezionare la tua dizione e scopri le infinite possibilità che una comunicazione efficace può aprire nella tua vita personale e professionale.

 

Ascolta il Podcast e Scopri Come Migliorare la Dizione

Il Mistero Della Voce Registrata

Hai mai avuto quella strana sensazione quando ascolti la tua voce registrata?

Quel momento in cui ti chiedi: “Sono davvero io?”

Questa è un’esperienza universale, un piccolo mistero della nostra quotidianità che ci lascia spesso perplessi.

È un fenomeno che quasi tutti noi abbiamo vissuto almeno una volta nella vita.

La nostra voce registrata può sembrarci straniera, diversa da quella che sentiamo nella nostra testa. Ma perché?

Ne avevamo già parlato in questo vecchio articolo (“Perché non ti piace la tua voce registrata!”), oggi lo vedremo ancora più in dettaglio e scopriremo anche alcuni consigli per migliorare la tua voce registrata (e non solo!).

La Scienza Dietro il Suono

Per comprendere perché la nostra voce registrata suona diversamente, è essenziale esplorare il percorso che il suono compie.

Quando parliamo, il suono della nostra voce raggiunge le nostre orecchie attraverso due percorsi: la conduzione aerea e la conduzione ossea.

Il suono che viaggia attraverso l’aria è quello che gli altri sentono e quello registrato dai dispositivi.

Tuttavia, una parte significativa di come percepiamo la nostra voce arriva attraverso la conduzione ossea – il suono trasmesso internamente attraverso le ossa del cranio.

La voce che ascoltiamo durante la registrazione è il risultato del suono che viaggia esclusivamente attraverso l’aria, a differenza di quella che ascoltiamo normalmente, che include anche la conduzione ossea.

Mentre quando parliamo percepiamo un mix tra i suoni risultanti da conduzione aerea ed ossea, quando ci riascoltiamo percepiamo solo il suono derivante dalla conduzione aerea, per di più modificato dalla qualità del microfono con cui ci registriamo e delle casse o cuffie con cui ci ascoltiamo.

Questa differenza fa sì che la voce registrata perda le frequenze più basse, rendendola più sottile e meno familiare.

La Qualità del Microfono

Un altro fattore che influisce sulla qualità della voce registrata è il tipo di microfono utilizzato.

I microfoni variano nella loro capacità di catturare le diverse frequenze della voce.

Alcuni possono accentuare i toni alti, mentre altri possono rendere la voce più profonda.

Scegliere il microfono giusto può quindi avere un impatto significativo sulla fedeltà della registrazione.

La Psicologia della Voce

C’è anche un aspetto psicologico da considerare: La nostra voce è parte integrante della nostra identità.

E la reazione emotiva alla nostra voce registrata è radicata nella psicologia dell’identità e dell’autopercezione.

Ascoltare una versione di noi stessi che non riconosciamo, che ci sembra estranea, può provocare una sorta di dissonanza cognitiva.

È un fenomeno simile a quando vediamo una nostra foto con un taglio di capelli o di barba diversi da quello attuale e quasi fatichiamo a riconoscerci.

Come Abituarsi alla Propria Voce Registrata

Il primo passo per superare questa sensazione è accettare che la voce registrata è parte integrante di noi stessi.

Poi, si tratta di abituarsi gradualmente a questa versione della nostra voce.

Comincia a registrarti più spesso. Puoi usare il tuo smartphone per registrare brevi note vocali o leggere ad alta voce un brano di un libro.

Ascolta queste registrazioni regolarmente per abituarti al suono della tua voce esterna.

Con il tempo, questo ascolto frequente aiuterà a colmare il divario tra la percezione interna ed esterna della tua voce.

 

Prova questo esercizio: registra te stesso mentre leggi questo paragrafo. Poi, ascolta la registrazione.

Nota le differenze e le somiglianze con la tua voce interna.

Con il tempo, questa pratica ti aiuterà a sviluppare una maggiore familiarità e comfort con la tua voce registrata.

 

In conclusione, la tua voce registrata può sembrare strana all’inizio, ma è una parte fondamentale di chi sei.

Abituarsi ad ascoltarla è un passo importante verso l’accettazione di sé e il miglioramento della comunicazione.

 

Suggerimenti per Migliorare la Tua Voce Registrata

Ecco sei suggerimenti dettagliati per ottimizzare la qualità della tua voce registrata:

  1. Scegli l’Attrezzatura Giusta:
    • La qualità del microfono è fondamentale. Un buon microfono può catturare una gamma più ampia di frequenze della tua voce, riducendo la distorsione e migliorando la chiarezza.
    • Considera anche l’uso di una scheda audio esterna o di un preamplificatore per migliorare ulteriormente la qualità del suono.
  2. Ottimizza l’Ambiente di Registrazione:
    • Registra in un ambiente tranquillo per evitare rumori di fondo. Gli spazi piccoli e imbottiti, come una stanza con tende pesanti o un armadio pieno di vestiti, possono ridurre l’eco e il riverbero.
    • Utilizza pannelli fonoassorbenti per assorbire suoni indesiderati e migliorare la qualità della registrazione.
  3. Pratica la Respirazione Diaframmatica:
    • Impara a respirare con il diaframma per un controllo migliore del volume e del tono della voce. Questo tipo di respirazione permette di avere una voce più potente e controllata.
    • Esercizi di respirazione profonda possono aiutare a rilassare le corde vocali e a produrre un suono più naturale e meno forzato.
  4. Articolazione e Pronuncia Chiara:
    • Lavora sulla chiarezza della tua pronuncia. Articolare correttamente le parole rende il discorso più comprensibile, soprattutto in registrazioni audio.
    • Puoi migliorare l’articolazione attraverso esercizi di dizione, leggere ad alta voce o praticare scioglilingua.
  5. Modulazione e Intonazione:
    • Varia l’intonazione e il ritmo per mantenere l’ascoltatore interessato. Una voce monotona può sembrare noiosa, mentre una voce espressiva è più coinvolgente.
    • Prova a registrare te stesso leggendo diversi tipi di testi (ad esempio, un articolo di giornale, una storia per bambini, un testo narrativo) per esercitarti a cambiare intonazione e ritmo.
  6. Ascolta e Analizza le Tue Registrazioni:
    • Ascolta regolarmente le tue registrazioni e autovalutati. Identifica le aree in cui puoi migliorare, come la chiarezza, il volume, o l’intonazione.
    • Chiedi feedback ad altri per avere una prospettiva diversa e suggerimenti su come migliorare.

Ricorda, il miglioramento richiede tempo e pratica.

Sii paziente e costante nei tuoi sforzi e stai sicuro che presto o tardi vedrai anche tu progressi significativi nella tua voce.

Esercizi e Tecniche per Migliorare la Voce e la Dizione

La voce, come qualsiasi strumento, richiede pratica e attenzione per essere affinata.

Gli esercizi vocali non solo migliorano la qualità della tua voce registrata, ma rafforzano anche la tua capacità di comunicare in modo chiaro ed efficace.

Esercizi Vocali di Base

1. Riscaldamento Vocale

Inizia con esercizi di riscaldamento vocale. Questo può includere semplici scale vocali, trilli labiali (far vibrare le labbra) o esercizi di respirazione. Il riscaldamento aiuta a preparare le corde vocali, riducendo il rischio di tensione o danni vocali.

2. Articolazione e Pronuncia

Lavora sulla tua articolazione. Ripeti esercizi con frasi che contengono consonanti e vocali diverse, prestando attenzione alla chiarezza e alla precisione. Puoi anche utilizzare scioglilingua per migliorare la dizione.

3. Modulazione del Tono

Pratica la modulazione del tono. Leggi ad alta voce un testo, variando l’intonazione per esprimere diverse emozioni o enfatizzare parti specifiche del testo. Questo non solo migliorerà la tua voce registrata, ma anche le tue capacità interpretative.

4. Registrazione e Feedback

Registra i tuoi esercizi e ascolta le registrazioni. Questo ti aiuterà a identificare aree di miglioramento, come il ritmo, il volume e la chiarezza. Chiedi feedback anche a colleghi o amici per un’ulteriore valutazione.

5. Respirazione Diaframmatica

Impara a respirare con il diaframma. Una respirazione profonda e controllata è fondamentale per una buona dizione e una voce chiara. Pratica esercizi di respirazione per sviluppare questo tipo di respirazione.

6. Pausa e Enfasi

Sperimenta con la pausa e l’enfasi. Durante la lettura o la conversazione, l’uso di pause può aumentare l’attenzione e il coinvolgimento dell’ascoltatore. Pratica l’uso delle pause per enfatizzare punti chiave.

7. Idratazione e Salute Vocale

Mantieni una buona idratazione e fai attenzione alla tua salute vocale. Evita di sforzare la voce e prenditi pause regolari durante le sessioni di registrazione o di pratica vocale.

 

Migliorare la tua voce è un viaggio continuo.

Con pratica regolare, feedback costruttivo e un approccio consapevole, la tua voce registrata può diventare uno strumento potente per la comunicazione personale e professionale.

Ricorda, ogni grande oratore ha iniziato da qualche parte, e con impegno e dedizione, anche tu puoi raggiungere nuove altezze nella tua espressione vocale.

Conclusione: Sblocca il Potere della Tua Voce

Ricorda, La tua voce è più di un semplice mezzo di comunicazione. La tua voce è unica e potente.

È uno strumento che può esprimere emozioni, trasmettere idee e influenzare gli altri.

Il viaggio verso il miglioramento della tua voce è un percorso di autoesplorazione e crescita personale.

Ogni voce ha un potenziale inesplorato, una capacità nascosta di influenzare, emozionare e ispirare.

Con pratica e dedizione, puoi sbloccare questo potenziale e trasformare la tua voce in un veicolo potente per esprimere la tua personalità e le tue idee.

Crescita Continua e Impegno

Il percorso verso una voce migliorata è fatto di piccoli passi.

Ogni esercizio, ogni momento di riflessione, ogni feedback ricevuto è un tassello verso il tuo obiettivo.

Non farti scoraggiare dai primi ostacoli; ogni grande cambiamento richiede tempo e pazienza.

Celebra i tuoi progressi, indipendentemente dalla loro grandezza.

Ogni miglioramento nella tua voce registrata è un passo verso la tua crescita personale e professionale.

Unisciti a Noi in un Percorso di Miglioramento

Ti invito a unirti a noi nei nostri esclusivi percorsi di Estetica Vocale e di Vocal Communication Coaching.

Sia che tu voglia affinare la tua voce per motivi professionali, sia che tu desideri semplicemente esplorare nuove dimensioni della comunicazione, siamo qui per guidarti.

Fissa una call di analisi gratuita con noi.

Questa sessione personale è il tuo primo passo verso la scoperta e il miglioramento della tua voce unica.

Insieme, valuteremo la tua situazione attuale e discuteremo come possiamo aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi vocali.

Il Futuro è nella Tua Voce

Ricorda, migliorare la tua voce è un investimento in te stesso e nel modo in cui interagisci con il mondo.

La tua voce ha il potere di trasformare la tua comunicazione, la tua carriera e persino le tue relazioni personali.

Inizia oggi il tuo viaggio verso una voce migliore.

Con impegno, pratica e la giusta guida, la tua voce può diventare più forte, più chiara e più influente.

In conclusione, il viaggio verso una voce migliore e un carisma coinvolgente è un’avventura affascinante e gratificante, che passa anche dal registrare la tua voce e imparare ad apprezzarla.

È un percorso di scoperta personale, di crescita e di trasformazione.

E io sono entusiasta di accompagnarti in questo viaggio e di assisterti nello sbloccare il pieno potenziale della tua voce e aiutarti a liberare il tuo carisma.

 

Un caro saluto e buon allenamento dal Tuo Vocal Communication Coach preferito,

Alberto Ranzato

 

Ascolta il Podcast e Risolvi il Mistero della Voce Registrata

Come Trasmettere e Gestire le Emozioni

La Potenza Emotiva della Voce

 

E’ possibile decidere quali emozioni vivere e comunicare?

E’ possibile generare emozioni diverse da quelle che viviamo?

Assolutamente SI!
Certamente bisogna allenarsi, però è possibile decidere, gestire e comunicare le emozioni che desideri.

Ovviamente più alleni la tua capacità di usare la voce più questo processo diventa facile ed automatico.

Infatti siamo Noi a decidere che voce usare e quali colori della voce – o sensazioni – comunicare.

In questo video ti spiego esattamente come funzionano le Emozioni, come si creano e come puoi governarle grazie alla tua voce.

Il Potere della Voce

La voce è uno strumento di potere emotivo che possediamo tutti.

La modulazione della voce, con i suoi alti e bassi, riflette la nostra gamma interna di emozioni.

Attraverso una voce che trema possiamo trasmettere nervosismo, oppure con una risata gioiosa possiamo esprimere felicità.

La nostra voce può anche calmare un bambino che piange o incoraggiare un amico.

Il suo impatto va oltre le parole pronunciate, toccando la fibra emotiva dell’ascoltatore.

C’è un Legame tra Voce ed Emozioni

Ogni modulazione, ogni pausa, e ogni variazione di tono possono dipingere un quadro emotivo.

Quando gestiamo consapevolmente questi aspetti, possiamo scegliere le emozioni da comunicare, trasformando la nostra voce in uno strumento di espressione emozionale.

La connessione tra voce e emozioni è profonda e complessa.

La nostra voce non è solo un mezzo per comunicare pensieri, ma anche un potente strumento per esprimere e influenzare le emozioni, sia in noi stessi che negli altri.

Il Suono Della Voce vale Più di mille Parole

Quando parliamo, non trasmettiamo solo informazioni; inviamo anche segnali emotivi attraverso il tono, il ritmo e la modulazione della nostra voce.

Questi elementi possono evocare reazioni emotive anche significative nell’ascoltatore, indipendentemente da quello che si dice.

Per esempio, una voce calma e rilassata può trasmettere serenità e fiducia, mentre un ritmo accelerato può esprimere urgenza o eccitazione.

Prova ad immaginare:

Se sei stanco e triste, ma ascolti musica allegra e ti metti a ballare, cosa succede? Ti riattivi e diventi felice!

Se sei nervoso o stressato, ma ti sdrai e ascolti musica rilassante, cosa succede? Ti rilassi!

Magari non subito, ma basta avere un po’ di pazienza e il suono ti fa cambiare emozione.

La stessa cosa succede in te e negli altri ascoltando la voce di chi parla.

Se tu inizi a parlare con il sorriso, “ricordandoti di avere un viso”, sarai già a metà strada verso una una comunicazione efficace e piacevole!

Continua a parlare con il sorriso e porta un po’ di pazienza, vedrai che le emozioni che provate, tu e chi ti ascolta, cambieranno e diventeranno proprio quelle che tu desideri!

Esercizi Pratici per Modulare la Tua Voce

Per sviluppare una maggiore consapevolezza ed espressione emotiva attraverso la voce, è utile praticare esercizi di respirazione e modulazione vocale.

Registrare la propria voce e ascoltarsi può essere un ottimo modo per riconoscere e migliorare le proprie capacità espressive.

Dizione e Carisma: Essenziali per la Voce Magnetica

La dizione gioca un ruolo cruciale nella chiarezza e nell’impatto della nostra voce.

Un’articolazione chiara e precisa delle parole aumenta la comprensibilità e l’efficacia del nostro messaggio.

Inoltre, il carisma vocale, che deriva dall’essere autentici e passionali nel nostro parlare, può rendere la nostra voce più attraente e influente.

Coltivare il Carisma Attraverso la Voce

Parlare con autenticità e passione è fondamentale per sviluppare un carisma naturale.

Questo implica essere presenti nel momento, comunicando le nostre emozioni in modo genuino e coinvolgente.

L’Arte delle Pause: Potenziare il Messaggio

L’utilizzo strategico delle pause può aumentare notevolmente l’efficacia della nostra comunicazione.

Le pause ben posizionate possono creare suspense, enfatizzare i punti chiave e consentire all’ascoltatore di elaborare le informazioni.

Ascoltare per Migliorare

L’ascolto attento e attivo è fondamentale non solo per comprendere gli altri, ma anche per adattare il tono e il ritmo della nostra voce alle diverse situazioni e personalità.

Conclusione: Il Viaggio Emotivo Attraverso la Voce

Attraverso la comprensione e la pratica, possiamo migliorare significativamente la nostra abilità di comunicare efficacemente e gestire le emozioni attraverso la voce.

Questo non solo migliora la nostra comunicazione personale e professionale, ma ci permette anche di stabilire connessioni più profonde e significative con gli altri.

L’Influenza Della Voce Nelle Relazioni Sociali

La nostra voce è uno strumento chiave nelle interazioni sociali, capace di influenzare profondamente come gli altri ci percepiscono. Attraverso la voce, comunichiamo non solo parole, ma anche emozioni, intenzioni e la nostra personalità.

Comunicare con Sicurezza e Competenza

Per essere percepiti come persone sicure e competenti, è fondamentale avere una voce ben modulata. Questo implica l’uso consapevole di tono, ritmo e volume per trasmettere il messaggio desiderato. La modulazione vocale consapevole è particolarmente cruciale in situazioni stressanti, dove può aiutare a mantenere il controllo emotivo.

La Voce Come Riflesso Delle Emozioni Umane

La voce umana è un riflesso autentico delle nostre emozioni. Comprendere e sviluppare la relazione tra voce ed emozioni consente una maggiore consapevolezza di sé e una comunicazione più efficace. La nostra capacità di esprimere e percepire le emozioni attraverso la voce è fondamentale per creare connessioni significative con gli altri.

Conclusioni: Potenziare La Voce Per Un Maggiore Impatto

Rafforzare la dizione e coltivare il carisma vocale, oltre a lavorare sull’intonazione, il ritmo e le pause, può notevolmente migliorare il modo in cui influenziamo gli altri attraverso la nostra voce. Una voce potente e ben gestita è uno strumento prezioso in numerosi contesti, sia personali che professionali.

Approfondimenti su Gestione Vocale ed Emozionale

Tecniche Avanzate di Comunicazione Vocale

Per potenziare ulteriormente la tua comunicazione, considera l’importanza di variare l’intonazione e il ritmo.

L’intonazione gioca un ruolo cruciale nel trasmettere emozioni e intenzioni, mentre il ritmo può influenzare l’energia del discorso.

Praticare la lettura ad alta voce con variazioni intenzionali di tono e ritmo può affinare la tua capacità di trasmettere messaggi emotivi complessi.

L’Arte dell’Ascolto Attivo

L’ascolto attivo è fondamentale nella comunicazione efficace.

Prenditi il tempo per ascoltare veramente gli altri e adattare il tono della tua voce in risposta.

Questa capacità di rispondere emotivamente ai tuoi interlocutori crea una connessione più profonda e autentica.

Metti in Pratica Ciò che Abbiamo Imparato

Sfruttare le Competenze Acquisite

Rifletti su come puoi applicare questi concetti nella tua vita quotidiana.

Che si tratti di migliorare la tua comunicazione in contesti professionali o personali, l’uso consapevole della voce può aprire nuove strade nella tua capacità di influenzare e connetterti con gli altri.

Accelera il Tuo Apprendimento con Percorsi Specializzati

Ora ti trovi davanti a un bivio:

    • Potresti stare fermo e non fare nulla, al limite leggere qualche altro articolo del nostro blog e nulla più
    • Potresti tentare di fare esercizio da solo o acquistando qualche corso a basso costo su internet con la fondata incertezza nei risultati che potresti ottenere
    • Oppure potresti andare sul sicuro scegliendo di migliorare davvero venendo accompagnato passo passo nel tuo percorso di miglioramento di voce, dizione e comunicazione carismatica grazie ai nostri percorsi esclusivi.

Grazie a noi potrai affinare le tue abilità vocali e emotive, raggiungendo livelli di espressione che forse non avevi immaginato possibili.

Puoi candidarti ai nostri percorsi svolgendo una Videocall di Analisi Gratuita della tua voce e comunicazione così che capiremo assieme se e come potremmo aiutarti con un percorso su misura per te dandoti la Garanzia del Risultato. Vai QUI: https://dizionedigitale.it/info/

Conclusione: Il Viaggio Continua

Ricorda: il percorso verso una comunicazione più efficace e la gestione delle emozioni è un viaggio continuo.

Ogni passo che fai per migliorare la tua voce e la tua capacità di comunicare le tue emozioni è un passo verso una maggiore comprensione di te stesso e delle relazioni che costruisci.

La Tua Voce, La Tua Forza

La tua voce è un dono unico e potente, uno strumento che può aprire porte, creare opportunità e connettere cuori.

Mentre procedi in questo viaggio, tieni presente il potere che possiedi ogni volta che parli.

La tua voce può ispirare, motivare e trasformare non solo la tua vita, ma anche quelle delle persone intorno a te.

Sfrutta al meglio questo strumento meraviglioso!

 

Ascolta il Podcast: Puoi Gestire le Emozioni con la Voce?

Introduzione al Public Speaking: Un’Arte Fondamentale

Parlare in pubblico è una competenza essenziale in molti ambiti, sia professionali che personali.

È l’arte di comunicare efficacemente le tue idee, influenzare gli altri e lasciare un’impressione duratura.

Questo articolo esplorerà in profondità i segreti dei grandi oratori, fornendoti una guida dettagliata per migliorare le tue capacità di public speaking.

Che tu stia tenendo una presentazione aziendale, un discorso in un evento sociale, o semplicemente voglia migliorare le tue abilità comunicative, queste strategie ti guideranno verso la realizzazione di presentazioni coinvolgenti e memorabili.

Creare una Connessione Emotiva nel Public Speaking

Stabilire una connessione emotiva con il pubblico è il segreto per catturare l’attenzione e lasciare un’impressione duratura.

Questo richiede non solo di parlare, ma anche di ascoltare e capire le esigenze e le emozioni del tuo pubblico.

Quando racconti storie personali o aneddoti, non si tratta solo di narrare eventi, ma di trasmettere emozioni e esperienze che il pubblico può sentire come proprie.

Questo crea un legame empatico, facendo sì che il tuo messaggio non solo venga ascoltato, ma anche sentito.

Tecniche per Stabilire un Legame Emotivo:

  1. Utilizza storie personali: Condividi esperienze personali per dimostrare la tua umanità e autenticità. Questo non solo mostra la tua vulnerabilità ma crea anche un terreno comune con il pubblico.
  2. Includi aneddoti emotivi: Seleziona storie, aneddoti o esempi che il tuo pubblico possa riconoscere. Questo aiuta a creare un collegamento emotivo, rendendo il tuo messaggio più impattante.
  3. Evidenzia esempi pratici: Usa esempi concreti e tangibili per illustrare i tuoi punti. Questo aiuta il pubblico a visualizzare ciò di cui parli, rendendo il tuo messaggio più memorabile.

Voce e Linguaggio del Corpo: Pilastri del Public Speaking

La tua voce e il linguaggio del corpo sono strumenti potenti che possono migliorare o compromettere il tuo messaggio.

Una voce chiara e ben modulata, abbinata a un linguaggio del corpo aperto e sicuro, può trasmesso credibilità e autorità.

D’altra parte, una voce incerta o un linguaggio del corpo chiuso possono diminuire l’impatto del tuo messaggio.

Elementi Chiave della Comunicazione Non Verbale:

  1. Modula la voce: L’uso di variazioni nel tono, nel volume e nel ritmo mantengono l’attenzione del pubblico. Continua a variare gli elementi espressivi della tua voce per mantenere alta l’attenzione e il coinvolgimento del pubblico.
  2. Usa pause strategiche: Le pause possono essere utilizzate per enfatizzare punti importanti, consentire al pubblico di riflettere, o semplicemente per dare un ritmo al tuo discorso.
  3. Migliora la postura: Una postura eretta e gesti precisi trasmettono fiducia e autorità. Evita movimenti nervosi o postura chiusa che possono trasmettere insicurezza.

Chiarezza e Semplicità: Fondamenti del Messaggio

Un messaggio chiaro e semplice è fondamentale per comunicare efficacemente.

L’uso eccessivo di tecnicismi o intercalari può confondere e distogliere l’attenzione del pubblico.

Una struttura chiara e logica aiuta il pubblico a seguire il tuo discorso e a ricordare i punti chiave.

Strategie per un Messaggio Chiaro:

  1. Semplifica il linguaggio: Utilizza termini che tutti possano comprendere. Evita l’uso di termini troppo tecnici a meno che il tuo pubblico non sia specializzato in quel campo.
  2. Struttura logica: Organizza il tuo discorso in modo sequenziale e logico. Assicurati che ci sia un flusso naturale dall’inizio alla fine, collegando ogni parte in modo che il pubblico possa seguire facilmente.
  3. Ripeti i punti chiave: Ripetere i concetti importanti aiuta a rafforzare il messaggio e assicura che il pubblico li ricordi. Non esagerare, ma un rafforzamento strategico è efficace.

La Dizione nel Public Speaking

Una dizione chiara è cruciale nel public speaking. La dizione l’abilità di pronunciare le parole in modo che siano facilmente comprensibili, senza distorsioni o ambiguità.

Una buona dizione non è solo questione di pronuncia corretta, ma anche di prosodia, ritmo, enfasi e volume, che insieme contribuiscono alla chiarezza del messaggio.

Migliorare la Dizione:

  1. Studiare le Regole: la Dizione ha delle regole precise, dedicati del tempo per studiarle e correggere la pronuncia delle varie parole dell’italiano sulla base delle regole corrette. Per farlo puoi studiare su qualche libro di dizione o seguire un corso di dizione. Ovviamente ti consiglio il nostro di Dizione Digitale dove sarai guidato dal mio staff, settimana per settimana, da zero alla tua dizione perfetta.
  2. Esercizi di articolazione e dizione: Pratica esercizi specifici per migliorare la tua articolazione e pronuncia, questi includono esercizi di lettura sillabata, lettura dritta, scioglilingua, lettura espressiva e altro ancora.
  3. Registrazioni audio: Registra il tuo discorso e ascoltalo per individuare aree di miglioramento nella tua dizione.
  4. Feedback professionale: Considera di lavorare con un nostro coach di dizione digitale per ottenere un feedback esperto e personalizzato.

La Pratica Continua per Migliorare

La pratica costante è essenziale per migliorare nel public speaking.

Preparati intensamente per ogni presentazione, esercitati davanti allo specchio, registra le tue sessioni, e cerca feedback costruttivi.

La familiarità con il discorso che devi dire aumenterà la tua sicurezza e ti permetterà di presentare con maggiore naturalezza.

Metodi di Pratica Efficace:

  1. Registrazioni: Usa registrazioni per analizzare la tua performance. Ascolta la tua voce, osserva il tuo linguaggio del corpo e valuta la tua capacità di mantenere l’attenzione del pubblico.
  2. Feedback: Chiedi feedback da colleghi, amici o un coach professionale. Feedback diversi offrono varie prospettive che possono aiutarti a migliorare in modi che potresti non aver considerato.
  3. Simulazioni: Esercitati in ambienti che emulano la situazione reale. Questo può includere parlare di fronte a un gruppo di amici o utilizzare tecnologie di realtà virtuale per simulare un pubblico.
  4. Esercizi davanti allo specchio: Improvvisa dei discorsi davanti allo specchio, focalizzando l’attenzione al tuo sorriso e al tuo linguaggio del corpo in particolar modo alla gestualità: le mani devono muoversi a una altezza che va dalla cintura al torace.

Adattabilità al Pubblico: Chiave del Coinvolgimento

La capacità di adattarti al pubblico è fondamentale per mantenere l’interesse e l’engagement del pubblico.

Essere sensibili alle loro reazioni e adattare il tuo approccio di conseguenza può fare la differenza tra un discorso che risuona e uno che viene dimenticato.

Tecniche di Adattabilità:

  1. Osserva le reazioni del pubblico: Adatta il tuo discorso in base al feedback non verbale che ricevi. Se noti che il pubblico sembra annoiato o distratto, potrebbe essere il momento di cambiare approccio.
  2. Flessibilità nel contenuto: Sii pronto a deviare dal tuo piano originale. Se una particolare sezione del tuo discorso non sta risuonando, passa a un argomento diverso o usa un approccio differente.

L’Umorismo nel Public Speaking

L’umorismo può essere un potente strumento di coinvolgimento nel public speaking.

Usato correttamente, può alleggerire l’atmosfera, rendere il tuo messaggio più memorabile e aiutarti a connetterti con il pubblico a un livello più umano.

Implementare l’Umorismo:

  1. Sviluppa il tuo stile di umorismo: Adatta il tuo umorismo al contesto e al pubblico. Non tutti gli stili di umorismo funzionano con ogni pubblico, quindi è importante conoscere il tuo pubblico e ciò che probabilmente troveranno divertente.
  2. Alleggerisci momenti pesanti: Usa l’umorismo per alleggerire argomenti complessi o pesanti. Questo può aiutare a mantenere il pubblico impegnato e rendere il tuo messaggio più accessibile.

Verso il Successo nel Public Speaking

Essere un efficace oratore pubblico apre molte porte nel mondo professionale e personale.

Analizzando i discorsi di oratori influenti e applicando queste tecniche, puoi sviluppare uno stile unico che risuona con il tuo pubblico.

La chiave del successo nel public speaking sta nella pratica costante e nel continuo miglioramento.

Apprendere dai Migliori:

  1. Analizza discorsi famosi: Studia i discorsi di oratori famosi e nota come usano la loro voce, linguaggio del corpo, e come strutturano i loro messaggi.
  2. Applica le tecniche osservate: Prova a integrare alcune di queste tecniche nei tuoi discorsi. Sperimenta e trova ciò che funziona meglio per il tuo stile personale.

Crescita Continua:

  1. Rimani aggiornato: Il mondo del public speaking è in continua evoluzione. Partecipa a workshop, seminari e corsi per rimanere aggiornato sulle ultime tecniche e tendenze.
  2. Autovalutazione e miglioramento: Dopo ogni discorso, prenditi un momento per riflettere su ciò che ha funzionato e su ciò che può essere migliorato. Impara dai tuoi errori e celebra i tuoi successi.

Conclusione: Trasforma Ogni Presentazione in un’Esperienza Coinvolgente

Ricorda, l’obiettivo finale del public speaking è trasformare ogni presentazione in un’esperienza coinvolgente e memorabile.

Con la giusta preparazione, pratica, e l’adozione di tecniche efficaci, puoi diventare un oratore di successo che lascia un’impressione duratura sul suo pubblico.

Risorse Consigliate:

Link Esterni Utili per l’Approfondimento:

Attraverso queste tecniche, risorse, e una dedizione costante alla crescita personale, puoi elevare le tue capacità di public speaking a nuovi livelli, aprendoti a nuove opportunità e successi.

Buona fortuna e buona pratica!

Ascolta il Podcast di questo articolo e scopri i segreti del Public Speaking

 

L’armadio era pieno di vestiti.

Anche il letto era coperto di vestiti di tantissimi colori e stili diversi.

Tante paia di scarpe erano sparse sul pavimento…

“Alberto!
Dobbiamo andare a fare shopping perché NON SO cosa mettermi!”

Scoppiai a ridere…

Ogni volta che penso all’Estetica Vocale ripenso a questa scena con la mia ex ragazza e sorrido…

Quante persone cercano in tutti i modi di migliorare e cambiare la propria Estetica Fisica, comprando vestiti, andando in palestra, dal parrucchiere, dall’estetista, comprando gioielli…

Ma sono sempre insoddisfattec’è sempre qualcosa che manca.

Una insicurezza di fondo che fa correre le persone a investire giornalmente sulla propria estetica fisica, ma senza risolvere alla radice il problema…

Attenzione, va bene prendersi cura di sé per piacerci e piacere.

Allo stesso tempo però bisogna chiedersi, cosa che molti non fanno mai:

La mia ESTETICA VOCALE è CONGRUENTE
alla mia ESTETICA FISICA?

Ovvero, il modo in cui mi si Sente è lo stesso in cui mi si Vede?

Molto spesso la Risposta è NO.

La Voce, il Modo di Parlare, tramette caratteristiche, valori, eleganza, fascino, diversi (o molto diversi) da ciò che comunica il fisico.

Quante persone vestono eleganti, quante vogliono essere professionali e autorevoli…. ma quando parlano: l’eleganza sparisce!?

Voce stridula, forte cadenza, marcato accento regionale, parole mangiate, cantilene, assenza di autorevolezza, monotonia…

Questi sono solo alcuni dei problemi più frequenti nell’Estetica Vocale delle persone.

Problemi che ci sono, e si sentono. Gli altri li sentono.
Anche se non te lo dicono.

Ma hanno un effetto NEGATIVO sulla tua credibilità, sul tuo fascino, sulla tua coerenza, sulla tua leadership, sulla tua professionalità, sulla tua empatia, sulla tua autorevolezza, sulle tue vendite… sulla tua Vita.

Proprio come un vestito macchiato o lacerato.

Non andresti mai al lavoro con pantaloni sporchi di fango e macchie di ragù sulla camicia ….

E allora Chiediti:

Perché esco sempre con la Voce stridula e la Dizione sbagliata?

Perché lavoro parlando con Cantilene e mi continuo a mangiare le parole?

Perché continuo a mangiarmi le parole e parlare in mezzo dialetto?

Perché (aggiungi i tuoi errori/difetti di voce e dizione)?

Come Migliorare l’Estetica Vocale?

Lavorando su 2 Aspetti:

1) Correggendo la Dizione (fonetica, ortoepia, prosodia)

2) Migliorando la Voce (tecnica vocale)

Estetica Fisica: composta da: Vestito e Accessori

Estetica Vocale: composta da: Tecnica Vocale e Dizione

Se vuoi Approfondire e Risolvere il problema e migliorare la tua Estetica Vocale…

Richiedici una Consulenza Gratuita. Parla con noi fissando una Call da questo Link: https://dizionedigitale.it/contatti/

A presto,
Alberto Ranzato

Se non ti alleni, peggiori.

Banale ma non scontato.

Ti racconto una cosa che mi è successa l’altro ieri.
Sono tornato in Spagna, nella mia amata Malaga, dopo quasi un anno passato in giro per l’Italia.

Sono qui per una settimana di “vacanza” (in realtà sto anche lavorando), per rilassarmi un pochino e staccare la spina dalla vita frenetica italiana.

L’altro ieri sono andato a pranzo con dei miei amici e clienti che hanno un franchising di agenzie immobiliari a Malaga.
(l’anno scorso avevo fatto qualche giornata di formazione sulla Comunicazione Carismatica ai loro agenti)

Ero arrivato solo da poche ore in Spagna e ancora non avevo cambiato totalmente il chip della lingua…

Mentre parlavo del più e del meno, ad un certo punto Ambrosio (uno dei soci) mi dice
“Joder Alberto, un año en Italia y ya no te acuerdas cómo se habla en español?!”

(traduco: Cavolo Alberto, un anno in Italia e già non ti ricordi più come si parla in spagnolo?)

Io rido e chiedo:
“Può essere… cosa ho sbagliato? In cosa sono peggiorato?”

E lui:
“La pronuncia, la musicalità, l’accento… si sente un sacco che sei italiano! devi fare (come la pronuncia lui) Diccione Digitale española!”

Beh… che dire… ha ragione!

In realtà ciò che mi è successo è un fatto normalissimo, e la colpa è mia perché, pur sapendolo, in quest’anno non ho continuato ad allenare il mio spagnolo…

La stessa cosa però succede anche a Te in Italia con la dizione italiana: Se non ti alleni, peggiori.

Se parli con una forte cadenza regionale e inizi a studiare la dizione corretta, se segui un giusto percorso come Dizione Digitale Online insegna e ti guida a fare, migliori.

Impari a parlare correttamente. Risultato raggiunto. Figo!

Ma cosa succede se poi vivi / lavori sempre a contatto con persone che parlano con forte cadenza?

Semplice: che tenderai ad assorbire e automatizzare di nuovo quella cadenza e peggiorerai la corretta dizione italiana!

(Per questo è utile avere un corso online e la possibilità di seguire allenamenti settimanali guidati: per mantenersi in allenamento!)

Facciamo un altro esempio:

– Sei grasso perché mangi male e non ti muovi.
– Ti metti a dieta e vai in palestra ad allenarti con un personal trainer.
– Dimagrisci e ti tonifichi.
– Torni a mangiare male e non muoverti.
– Ingrassi di nuovo.

E’ chiaro?
Certo che si.
Può essere addirittura un concetto banale, ma molte volte ce lo dimentichiamo.

E’ così… Se non ti alleni, peggiori.
Se non continuiamo a prenderci cura di noi stessi, l’unica strada è quella del peggioramento.
Se vogliamo continuare a migliorare, o mantenere alti i nostri risultati, l’unico modo è quello di mantenersi in allenamento.

E’ una scomoda verità, però almeno, quando la si conosce, ce ne si può ricordare e quindi continuare ad agire.

Alcuni consigli

Se non hai ancora iniziato a migliorare voce e dizione inizia al più presto per ottenere migliori risultati nella tua vita personale e lavorativa da qui a pochi mesi. E poi continua ad allenarti per mantenere i risultati raggiunti.

Se hai già iniziato il tuo percorso di miglioramento e magari ti sei fermato, o vorresti fermarti, beh, male. Continua invece ad allenarti.

Abituati ad allenarti. Ricordati 15/30 minuti al giorno di dedicarli sempre, tutti i giorni, al tuo allenamento di voce e dizione.

Un caro saluto e a presto,
Alberto Ranzato

Dizione Digitale – https://dizionedigitale.it/

 

N.B. Se vuoi iniziare a studiare con noi, o vuoi implementare la tua formazione, o vuoi partecipare a Dizione Digitale Live, contattaci e chiedici informazioni da questa pagina:
https://dizionedigitale.it/contatti/

Ti chiameremo al più presto per aiutarti.

Vorresti ricevere una Consulenza Strategica Gratuita per sapere come migliorare voce, dizione ed espressività?

Leggi attentamente questo articolo per capire come ottenerla

[ Avviso: Linee Guida per la Consulenza Strategica Gratuita ]

Ciao, sono Alberto Ranzato, il creatore di Dizione Digitale.

Nel caso tu, adesso o in futuro, voglia richiedere una consulenza strategica gratuita per capire come iniziare a studiare con Noi per migliorare DAVVERO voce, dizione ed espressività…. Lascia che ti dica meglio come funziona e quali sono i requisiti per riceverla…

Ultimamente ci stanno arrivando diverse richieste di consulenza, ma molte di queste non rispettano i requisiti, perciò qualcuno non viene chiamato (o non viene richiamato).

Quindi, prima che si verifichino altri casi di rifiuto vediamo, tra poco, quali sono le regole (necessarie per riuscire a dare a tutti il massimo aiuto).


Prima però lascia che chiarisca una cosa importante:

Dizione Digitale offre programmi esclusivi che accompagnano i propri studenti, settimana per settimana, nel loro studio e allenamento.

Questo richiede un grande impegno da parte nostra e perciò selezioniamo solo chi vuole ottenere veri risultati.

Vogliamo lavorare solo con chi ha sufficiente motivazione, determinazione e umiltà per essere accompagnato al suo massimo livello.

Proprio per il massimo impegno che noi infondiamo nell’aiutarti, tanto da offrire la garanzia “migliorato o rimborsato”, vogliamo lavorare solo con chi desidera ottenere risultati straordinari ed essere il nostro prossimo caso studio.


Ecco ora le linee guida per ricevere effettivamente una chiamata di consulenza strategica con noi per capire quale nostro programma di studio è più indicato per te:

1) La condizione necessaria per richiedere la consulenza è che tu sappia

– cos’è Dizione Digitale,
– chi sono io,
– cosa facciamo e come,
– perché siamo differenti da qualunque altro corso sul mercato,
– e le altre informazioni di base sul nostro brand,
– oltre che la consapevolezza di voler migliorare davvero.

In pratica devi aver visto:

il nostro Video Training Gratuito (che trovi QUI: https://dizionedigitale.com/registrazione-lezione-gratis/),

– oppure aver letto le varie pagine del nostro sito (tutti i Perché, e le pagine dei Corsi, e magari qualche articolo del Blog https://dizionedigitale.it )

– oppure i nostri contenuti free nell’Area Gratuita (https://dizionedigitale.it/area-gratuita/)

Dopodiché puoi passare al richiedere la consulenza gratuita. 

Vediamo cosa devi fare e cosa succederà:

2) Dopo aver visto il Video Training Gratuito, schedula il tuo appuntamento

Sotto al Video Gratuito troverai il pulsante per schedulare il tuo appuntamento. Solo pochi momenti sono liberi. Scegli tu quando fissare l’appuntamento. Una volta fatto potrai compilare il questionario conoscitivo di candidatura.

3) Compilare in modo esaustivo TUTTI i campi del questionario per la richiesta di consulenza.

Se non dai tutte le risposte alle domande che trovi nel modulo, argomentandole bene… beh, molto probabilmente la tua richiesta di consulenza sarà rifiutata.

4) Nella data e ora da te selezionate ti chiameremo

A questo punto le strade sono 2:

a) Ti chiamiamo ma tu non rispondi: Se non ti troviamo, riproviamo a chiamarti dopo 5/10 minuti, se non ti troveremo ancora il tuo appuntamento sarà cancellato e dovrai, se vorrai, schedulare un nuovo appuntamento.

b) Ti chiamiamo e tu rispondi: Perfetto. Saremo disponibili per ascoltarti, conoscerti e capire se e come potremo aiutarti.

Ti faremo varie domande per verificare il tuo livello di consapevolezza, capire le tue esigenze e necessità, e darti poi la mia soluzione e il percorso più adatto per te.

Però attenzione: al momento della consulenza, assicurati di trovarti in una stanza tranquilla con almeno 45 minuti a disposizione senza impegni o distrazioni.

Evita di fare la sessione in macchina, in treno, in bus, in aeroporto o in posti rumorosi e/o senza una buona linea telefonica.

Se al momento della consulenza sarai in posti rumorosi o non avrai il giusto tempo a disposizione il Tutor ti saluterà subito e la tua consulenza verrà cancellata.

Proprio come se andassi dal medico quindi ci sarà:

– una fase di ‘Anamnesi’
– poi avrai la ‘Diagnosi’
– infine saprai quale può essere la ‘Cura’ migliore.

Avvertenza: qualcuno resta spiazzato perché alcune volte non suggeriamo di comprare il nostro corso di dizione, ma di comprare altri corsi, o di sentire altri professionisti, o altro ancora…

Come ti dicevo, ti suggeriremo il percorso migliore per Te per risolvere al più presto e definitivamente la tua problematica specifica, e selezioniamo i nostri clienti.

Se, in base alle risposte che ci darai, reputeremo che i nostri percorsi non fanno per Te, te lo diremo e ti saluteremo.

5) Se Dizione Digitale sarà effettivamente la soluzione migliore per Te riceverai un’offerta e potrai iscriverti

Se, e solo se, sapremo con certezza che qualche nostro percorso di studio e allenamento, in linea con il tuo budget, ti può consentire di risolvere davvero e definitivamente la tua “problematica”, e ti consentirà di raggiungere i tuoi obiettivi, ti faremo un’offerta e avrai la possibilità di iscriverti al percorso di studio specifico che ti indicheremo.

Poi la scelta starà a te: 
– approfittare dell’offerta e iniziare subito il percorso di soluzione
– oppure continuare a tenerti i tuoi problemi ancora per un po’.

Se non usufruirai dell’offerta potrai poi iscriverti ai corsi solo nei rari momenti in cui apriremo pubblicamente le iscrizioni (a prezzo più alto).

 

Bene! Questo è tutto.
Come hai visto, ti ho svelato tutto il processo nella massima trasparenza.

Se hai già richiesto una consulenza strategica gratuita ma non ci siamo ancora parlati prova a richiederla nuovamente seguendo questa guida.

Se non hai mai chiesto una consulenza strategica con me o i miei Tutor, ma vorresti iniziare a migliorare DAVVERO voce, dizione ed espressività…

Allora ACCEDI AL VIDEO TRAINING GRATUITO E PRENOTA LA TUA CONSULENZA STRATEGICA >>

e parliamone insieme.

A presto,
Alberto Ranzato – Dizione Digitale

Come scegliere il Corso di Dizione giusto per Te

Sei un Professionista e vuoi migliorare la tua Voce e Dizione per aumentare il tuo fascino, credibilità e carisma?

In un mare di offerte, di strumenti e metodi per migliorare la dizione (nella maggior parte dei casi con scarsi risultati) può essere davvero difficile scegliere il corso di dizione più giusto per te.

Decidere di iniziare un percorso per migliorare la dizione è una decisione abbastanza facile. La cosa più difficile è scegliere quali strumenti, risorse o corsi ci possono dare davvero i risultati che auspichiamo.

Moltissime volte infatti succede che si sceglie di provare a migliorare qualcosa ricorrendo a corsi di dizione gratis o a manuali di dizione. Questo va bene ma non ti permette di imparare e migliorare davvero.

Altre volte si sceglie solo in base al prezzo, senza però guardare di quante ore è il corso o quanto supporto viene dato agli studenti… e purtroppo, spesso, si fanno acquisti non funzionali all’ottenimento di un vero risultato…

Scopo di questo articolo è di guidarti ad una scelta più consapevole.

Vuoi imparare la dizione italiana corretta ma non sai quale risorsa scegliere?

Se ti poni questa domanda significa che probabilmente già sai quanto sia importante, sempre di più al giorno d’oggi, migliorare voce e dizione. Nel caso però tu volessi approfondire potresti leggere questa pagina.

Ciò che vuoi, probabilmente, è passare all’azione: iniziare a migliorare la tua voce e imparare la corretta dizione italiana.

Ma come farlo? 

Ci sono davvero tantissimi modi per imparare la dizione corretta:

  • manuali di dizione
  • corsi di dizione gratis
  • corsi di dizione online
  • corsi di dizione via skype
  • corsi di dizione dal vivo
  • lezioni di dizione individuali

Ciascuna di queste soluzioni ha i suoi vantaggi e svantaggi e i suoi costi.

Per scegliere meglio ciò che fa al caso tuo dovresti prima di tutto avere una panoramica su tutti questi aspetti: vantaggi, svantaggi, costi ed efficacia di ciascuno strumento.

Noi di Dizione Digitale l’abbiamo fatto per Te: abbiamo preparato una tabella riassuntiva che ti evidenzia tutti questi dati.

La puoi trovare sulla nostra pagina “Perché migliorare voce e dizione è difficile“. Ti basta cliccare sul link per aprirla e leggerla. Ti invito a leggerla subito.

Non sai se è meglio un corso di dizione online o un corso di dizione dal vivo?

Ecco gli elementi che devi valutare:

1) durata: non farti fregare dal numero di appuntamenti, di lezioni o di video, guarda la durata.

A volte devi fare tu dei calcoli, quando la durata non è specificata. Spesso viene usato l’escamotage di x lezioni da x tempo: ad esempio 5 lezioni da 1 ora, oppure 60 video di circa 3 minuti.

Prendi una calcolatrice e fai qualche calcolo per vedere la durata complessiva.

Un buon corso di dizione e sviluppo della voce dovrebbe durare almeno 18/20 ore.

Corsi di durata più breve o ti danno solo informazioni parziali e poco approfondite, o non ti mostrano tutti gli esercizi, o non ti fanno esercitare.

2) contenuti: si tratta solo di regole di dizione? oppure ti spiega anche come migliorare e modulare la voce?

Ti guida nel mondo dell’espressività e dell’interpretazione? Ti spiega come fare lettura espressiva, creativa e interpretata?

Eventualmente il corso contiene informazioni ed esercizi che puoi immediatamente applicare anche nella tua vita professionale?

Un buon corso di Dizione e sviluppo della Voce dovrebbe guidarti a migliorare Voce, Dizione ed Espressività (se non sai cos’è l’espressività: è, semplificando, la modulazione della voce per generare emozioni e coinvolgere gli altri)

3) comodità di fruizione: se è complicato accedere alle informazioni, a causa di spostamenti troppo lunghi o frequenti (nel caso dei corsi di dizione dal vivo), o a causa di difficoltà di accesso ai video (nel caso dei corsi online) potresti rischiare, nel tempo, di trovare difficoltà nel seguire tutto il corso e abbandonarlo a metà.

4) supporto: normalmente i corsi online non hanno possibilità di supporto e tutoraggio, e anche i corsi dal vivo ti danno meno supporto di quanto puoi pensare.

Prima di scegliere un corso verifica quanto supporto puoi avere sia durante il corso sia durante i tuoi allenamenti.

Il corso si limita a darti lezioni informative ed esercizi o ti aiuta anche a studiare e ad allenarti quando sei a casa?

Ogni volta che ti viene un dubbio puoi avere informazioni e consigli immediati o quasi?

5) allenamento guidato nel tempo: l’allenamento e l’esercizio continuo è la cosa più importante. Il corso in sé, ed acquisire le informazioni serve a poco o nulla se poi non fai allenamento e impari davvero.

Ci vuole tempo, di solito qualche mese se si ha un buon metodo, per correggere la dizione e imparare a modulare la voce.

Durante il tuo percorso di allenamento la cosa migliore è essere seguiti.

Lo strumento o il corso che scegli ti guida anche nell’allenamento? Ti da un programma preciso di studio e allenamento? Ti permette di fare sessioni di allenamento con un trainer?

Se non lo fa, scarta il corso e cercane un’altro.

5) Prezzo: cerca un corso che rispetti tutti i requisiti visti nei punti precedenti. Dizione Digitale Online è l’unico corso che ti da tutto incluso. In altri casi dovresti acquistare, oltre al corso, altri servizi come consulenze individuali. Fai due conti e scegli il corso di dizione migliore per te.

Scegliere il corso di dizione sbagliato ti fa buttare soldi e tempo

Per migliorare la dizione non esiste uno strumento o un corso sbagliato in assoluto. Esistono gli strumenti e i corsi sbagliati per te.

Come puoi vedere dalla tabella comparativa ogni risorsa sul mercato ti da qualcosa: le informazioni.

Ciò che varia è la quantità e la qualità delle informazioni e il modo in cui ti vengono date.

Normalmente la vera differenza la fa quindi la persona direttamente interessata: quanto studia e quanto tempo dedica all’allenamento.

La maggior parte delle persone fallisce nello studio della dizione, anche se compra libri, corsi e lezioni individuali, proprio perché non si allena.

La nostra soluzione

Consapevoli di questo abbiamo costruito Dizione Digitale in modo da avere tutte le caratteristiche che sappiamo essere irrinunciabili per te.

Ecco perché con Dizione Digitale non puoi fallire, ma sei guidato nel tuo miglioramento con un metodo testato che ti garantisce risultati.